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Questo racconto è tratto da “Rollback!“, scaricabile integralmente qui:
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SCENARI E RISCHI
Eliminare il contante comporta qualche problema.
BLOCCO SISTEMI
Posto che stare senza contante sia la strada migliore, rimane il problema dell’alternativa. Bisogna infatti tenere presente che i pagamenti elettronici richiedono il supporto di una articolata, e complessa, infrastruttura informatica. Poniamo infatti che per qualche motivo vi sia un black-out informatico, cosa accadrebbe?
Vale la pena considerare che ad oggi ogni aereo di linea decolla solo e soltanto solo vi sono i due piloti ai comandi. Ciò significa prevedere delle alternative o backup, specie nei contesti dove non è possibile posticipare la soluzione. Possiamo immaginare che di fronte ai POS bloccati un consenta di fare la spesa lo stesso? Del tipo: “…segna, segna…”.
Ricordiamo che il termine “cashless” significa senza contante, cioè esclusione del contante: di solito invece viene sempre offerta una possibilità, una sorta di “ruota di scorta”. Nella primavera del 2024 vi è stato, per esempio, un blocco delle operazioni POS di Banca Sella. Banca Sella non è certamente una delle ultime in fatto di tecnologia (semmai il contrario), eppure l’imprevisto è sempre dietro all’angolo.
Oltre al blocco tecnico, capita di trovare anche il blocco amministrativo: per esempio, è interessante come numerosi automobilisti siano rimasti “intrappolati” sulla Salerno-ReggioCalabria a causa dell’esclusione di alcuni circuiti di carte di credito, ovviamente senza preavviso e dopo aver percorso qualche centinaio di chilometri.
A novembre 2024 c’è stato il blocco di POS italiani a causa della rottura di una linea-dati di Worldline, un operatore tecnologico per la finanza. Il disagio è durato più di un giorno creando situazioni paradossali, dove chi non aveva del contante nel portafogli non è riuscito nemmeno a mangiare.
A dicembre, sempre del 2024, è toccato a Intesa San Paolo cadere nel blackout. Il disservizio è durato poche ore, ma ha colpito una platea di 12 milioni di clienti. Niente male.
È molto probabile che per risolvere questi disservizi venga proposta la “soluzione” di aumentare la larghezza della banda, mentre il problema è (come al solito) altrove.
SUPPORTI INSTABILI
Per pagare, o autenticare, è spesso necessario l’utilizzo di smartphone. Ciò implica che il telefono deve avere la batteria sempre efficiente, abbastanza carica e ben connesso alla rete, altrimenti non vi sarà possibilità di acquisto. In pratica è più importante avere elettroni in batteria che liquidi sul conto corrente!
RISERVATEZZA
Questo punto è cruciale. In effetti, mai, prima della turbo-digitalizzazione abbiamo avuto così pressante il problema della riservatezza.
Con il denaro elettronico, carte o microchip, tutto verrebbe tracciato, momento per momento.
Per prima cosa va chiarito che riservatezza non significa necessariamente delinquenza. Esiste una condizione molto utile a comprendere il concetto di riservatezza: la porta del bagno. Infatti quando ci rechiamo alla toilette è prassi chiudere la porta anche se poi all’interno faremo praticamente le stese cose che fanno tutti.
Cosa determina la chiusura della porta del bagno? Il desiderio di fare qualcosa, di naturale, senza inutili sguardi o intromissioni esterne.
Lo stesso vale per il contante: ognuno ha il diritto di fare qualcosa senza che altri lo debbano necessariamente conoscere. Non tutto il contante è utilizzato per scopi illeciti, e “vietarlo” sarebbe come eliminare i coltelli dalla cucina solo perchè qualcuno li usa impropriamente. Sarebbe ragionevole?
SICUREZZA
Se da una parte il contante può essere motivo per rapine “tradizionali”, dall’altra parte, quella “digitale”, non mancano gli stessi problemi.
Semmai con denaro digitale, vi è il rischio di prosciugamento totale, oppure di “silente erosione”. In entrambi i casi la mancanza di fisicità obbliga ad un controllo continuo del conto corrente, o in alternativa “presidiare” le notifiche che arrivano sullo smartphone.
Se da una parte vi sono gli strumenti di controllo per le carte (le app con notifica) dall’altra è aumentato il numero dei truffatori perché oramai possono operare da qualsiasi punto della Terra. Diciamo che il delinquente non deve fare nemmeno la fatica di spostarsi: con una manciata di click si ritrova in mano i nostri denari.
LIBERO ARBITRIO
Uno degli argomenti contro il contante è la possibilità che questo possa essere usato per atti illeciti: acquisto e traffico di stupefacenti, corruzione e via dicendo.
Dall’altra parte il contante viene visto come una forma di libertà di azione, oltre che libertà dal sistema bancario.
Come logica conseguenza la cancellazione del contante rappresenterebbe una limitazione “cautelare” o preventiva. Per dirla con la boutade di Davigo: “…Non esistono innocenti, ma solo colpevoli non ancora scoperti”.
Questo atteggiamento contrasta col fondamentale principio del libero arbitrio. Non è un banale dettaglio.
In linea generale chiunque ha il “diritto” di delinquere (ovviamente si spera di no), ma una
persona è libera davvero quando può compiere qualsiasi azione e non solo quelle concesse. In altre parole la libertà include la possibilità di poter delinquere.
Ci sono poi dei casi nei quali il contante rappresenta una sorta di “ultima spiaggia” per la speranza. Ci sono casi, troppo frequenti, nei quali il cittadino è perseguitato con sequestri e pignoramenti. Se tutto fosse legittimo il problema non si porrebbe, però in Italia in “tasso di ingiustizia” è secondo solo alla Repubblica delle Banane, quindi il contante diventa necessario per la sopravvivenza.
In sostanza, l’occultamento di alcuni beni rappresenta la sopravvivenza e non certo la “frode contro fornitore”, sarebbe utile chiedersi infatti quanti delitti vengono commessi per esasperazione giudiziaria. Non sto esagerando, ma la macchina giudiziaria è troppo sgangherata per pretendere la perfezione dai cittadini.
Non è secondario che allo stato attuale un cittadino senza una riserva di denaro è impossibilitato a difendersi giudiziariamente, il gratuito patrocinio è posto ad un livello talmente basso che un comune cittadino con un modesto stipendio non potrebbe essere aiutato.
RIASSUMENDO
Sono decenni che in Italia è in atto la “lotta” al contante. Nel corso degli anni, e dei governi, sono state poste diverse soglie all’uso del contante.
La motivazione è sempre quella di ridurre l’evasione fiscale, anche se a ben guardare l’evasione ha altre cause. In ogni modo analizzando questa nuova “crociata” contro le banconote si è scoperto che i veri beneficiari sono le banche a discapito dei cittadini.
In realtà, e senza tanti giri di parole, si tratta dell’ennesima iniziativa per poter mettere mano al portafogli dei cittadini.
La novità di questa operazione “cashless” consiste nella presenza di attori inaspettati: Pubblica Amministrazione e Sindacati uniti per promuovere le carte di credito (e domani il microchip).
Cosa potrà mai unire banche, GDO, partiti politici, enti pubblici e sindacati?
In questo scenario appaiono due campi: uno denso di banche, politici e sindacati e dall’altro il cittadino.
Il cittadino viene “spaventato” da nascenti problemi ai quali, nel contempo, fanno seguito le soluzioni. Stranamente la soluzione proposta risolve il “problema” e nel contempo gratifica1 banche, partiti e sindacati.
COME FARE?
Lo strapotere delle banche si è consolidato ed allargato negli ultimi anni.
Tale potere ha consentito di creare dei governi-fantoccio, ubbidienti ed ossequianti verso la finanza occidentale.
La soluzione potrebbe essere nell’applicazione degli artt. 47 e 117 (titolo V) della Costituzione Italiana.
Per la precisione l’art 47: “La Repubblica incoraggia e tutela il risparmio in tutte le sue forme; disciplina,coordina e controlla l’esercizio del credito. Favorisce l’accesso del risparmio popolare alla proprietà dell’abitazione, alla proprietà diretta coltivatrice e al diretto e indiretto investimento azionario nei grandi complessi produttivi del Paese.”.
A quanto pare quel “controlla l’esercizio del credito” non è ancora operativo. Nell’art.117 viene attribuito allo Stato la competenza legislativa sulla moneta e dei mercati finanziari. Come no.
Non il singolo cittadino, ma un gruppo attivo, e consistente di cittadini potrebbe ristabilire l’equilibrio vìolato. Alla singola persona resta il compito di diffondere e spiegare le notizie sul “malaffare”. È tempo che il sovrano (il cittadino) ritorni sul suo trono, il personale di servizio può uscire perché le pulizie sono terminate.
SPIGOLANDO
Il documento della “community” è davvero interessante. Ci sono alcuni passi che meritano qualche considerazione.
a pagina 3
Rafforzare il dialogo e le relazioni tra gli attori dell’industria dei pagamenti, la comunità imprenditoriale ed industriale e quella istituzionale e produrre conoscenza e proposte per promuovere la Cashless Society e opportunità di crescita e di modernizzazione del sistema-Paese
non è chiaro quale sia il tipo di crescita, però il termine “crescita” è accattivante.
a pagina 7
avere un Paese più equo e onesto, capace di ridurre quasi a zero l’incidenza del VAT gap sul PIL;
…e quando anche l’ultima banconota venne distrutta, ecco che folle di delinquenti e malandrini uscirono dalle tenebre ed una volta inginocchiati ebbero a cantare: “per sempre sia lodato il POS che m’ha salvato”. Amen.
sempre a pagina 7
produrre idee e conoscenza nuova e sviluppare proposte argomentate da presentare ai
policymaker;
in pratica cercare dei buoni motivi per convincere. Evidentemente mancano delle buone ragioni alla base.
a pagina 9
proseguire nell’azione di ingaggio dei rappresentanti istituzionali del Governo, delle forze politiche, delle principali Istituzioni e del sistema associativo/imprenditoriale del Paese;
in linea di principio i politici (governo e non) dovrebbero essere già informati su quale sia la migliore strada da percorrere per il Paese. Altrimenti tanto valeva eleggere un cavallo od un somaro. Quanto “all’ingaggio” viene in aiuto la Treccani1: ingaggiare significa “obbligare con pegno”, oppure “arruolare”. Più chiaro di così.
a pagina 9
realizzare degli approfondimenti verticali e carotaggi su temi e ambiti di interesse prioritario per l’evoluzione dei pagamenti nello scenario dei prossimi anni;
Siamo agli ortaggi: carote e carotaggi, cetrioli e “cetriolaggi”.
a pagina 13
è proseguita l’interlocuzione con il Comune di Genova ed è stata avviata quella con Unione Nazionale Comuni Comunità Enti Montani (UNCEM)
I comuni montani sono in sofferenza perchè gli abitanti emigrano in città alla ricerca di carte di credito fresche. Ovvio.
a pagina 13
promozione della conoscenza delle policy promosse dalle Amministrazioni locali a sostegno dei pagamenti con strumenti alternativi al contante (ad esempio, con l’attivazione di servizi abilitati su PagoPA e sulla app IO), con l’individuazione di oltre 100 best practice nella Pubblica Amministrazione.
Sembrava che il problema tra le Amministrazioni e il cittadino fosse l’erogazione di servizi, magari a prezzi equi o calmierati. E invece no, il problema principale è riuscire a pagare con PagoPA, e non poter avere quella visita specialistica prima che sia troppo tardi.
A pagina 15
A questi strumenti di comunicazione si sono aggiunte delle rilevazioni periodiche sui social network (social polling) che permettono di rilevare il sentiment degli italiani su temi di attualità connessi ai pagamenti digitali (come, ad esempio, il giudizio su alcune misure adottate dal Governo).
Posto che “sentiment” sarebbe traducibile agevolmente con “opinione”, non bastavano le già tante profilazioni o tracciamenti, qui si vuole capire se il cittadino è “ben cotto” (un po’ come col cotechino). Nel caso non lo fosse, si renderà utile una ulteriore dose di propaganda.
A pagina 15
ad una mailing list riservata di 3.000 decision maker del Paese (Vertici delle Istituzioni, business leader e opinion maker) e veicolate alle personalità e ai decision maker del network internazionale della Community
Se segno dei tempi. Svariati cittadinio erano ancora convinti che il “sovrano”, il Popolo, fosse quello che prendeva le decisioni (decision maker). Qui, oltre a sfoggiare un termine estraneo alla lingua italiana, si dichiara che esiste un “decisore”. Se si considera che l’art.1 della Costituzione Italiana dichiara che il “sovrano” è il popolo, ve ne sarebbe abbastanza distribuire incriminazioni per alto tradimento a diverse cariche pubbliche. Segno dei tempi.
a pagina 33
Alla luce di questi elementi, risulta dunque facile comprendere perché il MaaS abbia
un ruolo di rilievo anche all’interno del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR). In particolare, sono previsti 40 milioni di Euro nell’investimento 1.4.6, a cui si aggiungono 16 milioni di Euro dal Fondo Complementare
MaaS sta per “Mobility as a Service”. In pratica uno noleggia un monopattino di volta in volta.
a pagina 33
creare una cultura al pagamento cashless nella quotidianità e promuovere una migliore user experience;
Per pagare pare che sia utile una speciale cultura, oltre ad avere i soldi, ovvio. Forse sarebbe più utile una buona cultura del voto.
a pagina 39
Con riferimento all’Italia, il risultato del Cash Intensity Index 2023 conferma come il nostro Paese sia, ancora una volta, una delle economie più dipendenti dal contante. L’Italia, infatti, nella presente edizione, si conferma tra le trenta peggiori economie al mondo per Cash Intensity…
La frase è subdola: il termine “peggiore” serve per etichettare negativamente i paesi meno “piegati” dalle carte di credito.
a pagina 44
il KPI2 in cui riporta i miglioramenti più consistenti è quello relativo alla percentuale di “Imprese con accesso alla banda larga”
Il nesso tra le “carte” e larga banda, rappresenta un funambolismo intellettuale. Che la larga banda sia necessaria ai POS è un’affermazione priva di senso.
a pagina 57
[fattori abilitanti] …Famiglie che usano la banda larga (% delle famiglie, Eurostat, 2021)
Abbastanza facile: le famiglie più abbienti hanno migliori sistemi di telecomunicazione.
precedente: https://www.stadiofinale.it/il-reddito-che-manca-iiparte/
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