I falsi liberatori ed i traditori

Il 25 aprile in Italia si festeggia la Liberazione con tanto di gonfaloni gonfi di medaglie e fanfara. Fermo restando il rispetto per chi ha creduto davvero ad una rinascita di questo Paese (che nacque comunque massonico più che savoiardo), sarebbe opportuno fare una piccola riflessione.

Nel 1945 l’Italia viene liberata dalle truppe germaniche mentre gli americani avevano completato l’avanzata lungo lo stivale.

I tedeschi si ritirano, però subiscono imboscate che puntualmente “ripagano” con altrettante rappresaglie sulla popolazione non avendo di fronte un vero esercito con cui combattere. Sarebbe bastata l’antica regola “nemico che fugge ponti d’oro”, ma a nessuno venne in mente.

In ogni modo la triste conta delle stragi germaniche, e fasciste, in Italia può essere così riassunta:

LUOGO

DATA

VITTIME

Strage di Marzabotto / Monte Sole

29 settembre-5 ottobre 1944

775

Eccidio di Sant’Anna di Stazzema

12/08/1944

560

Eccidio delle Fosse Ardeatine

24/03/1944

335

Eccidio di Lippa di Elsane

30/04/1944

269

Eccidio del Padule di Fucecchio

23/08/1944

174

Strage di Cavriglia

04/07/1944

173

Eccidio di Vinca

24/08/1944

162

Eccidio di San Terenzo Monti

17-19 agosto 1944

159

Eccidio di Pisino

04/10/1943

157

Strage delle Fosse del Frigido

16/09/1944

149

Eccidio di Civitella

29/06/1944

146

Eccidio di Castello di Godego

29/04/1945

135

Strage di Monchio, Susano e Costrignano

18/03/1944

130

Eccidio di Pietransieri

12/11/1943

125

Strage di Monte di Nese

13/04/1945

118

Eccidio di Vallucciole

13/04/1944

107

Strage della Benedicta

6-7 aprile 1944

97

Quattro giornate di Napoli

1º ottobre 1943

93

Strage di Acerra

1-3 ottobre 1943

84

Eccidio del bivio di Tissano

11/09/1943

84

Strage di Niccioleta

13-14 giugno 1944

77

Strage di Monte di Nese

13/04/1945

73

Eccidio di Opicina

03/04/1944

71

Eccidio di Birchinia

16-18 maggio 1944

70

Strage di Grugliasco e Collegno

30/04/1945

67

Eccidio di Cibeno

12/07/1944

67

Eccidio delle Fosse del Natisone

dopo l’8 settembre 1943

66

Eccidio di Ronchidoso

28-30 settembre 1944

66

Eccidio di Tavolicci

22/07/1944

64

Strage di San Polo

14/07/1944

63

Strage di Pedescala

30 aprile-2 maggio 1945

63

Eccidio di Bergiola Foscalina

16/09/1944

61

Strage di Forno

13/06/1944

60

Strage del Turchino

19/05/1944

59

Eccidio di Capolapiaggia

24/06/1944

59

Eccidio di Civitella

29/06/1944

59

Eccidio di Cresini

07/10/1943

58

Eccidio di Madonna dell’Albero

27/11/1944

56

Eccidio di Guardistallo

29/06/1944

55

Eccidio di Bellona

07/10/1943

54

Eccidi di San Ruffillo

10/02/1945

53

Eccidio di Giaveno

29/11/1944

52

Strage di Cumiana

03/04/1944

51

Eccidio di Massarosa

11/08/1944

51

Eccidio di Avasinis

02/05/1945

51

Eccidio di via Ghega

23/04/1944

51

TOTALE

5609

Oltre 5600 civili italiano sono stati uccisi perché l’occupante, essendo un criminale, eliminava a “spron battuto” chiunque gli si parasse davanti: uomini, donne, anziani, con la sola eccezione sui bambini.

Scoprimmo poi, grazie ai corsi di “guerra psicologica” della NATO,  che i bambini risparmiati dalla Wehrmacth venivano impiegati dai russi per fare il brodo.

Ora passiamo ai “liberatori”.

 

Gli americani, per non sbagliare, bombardavano sia infrastrutture e sia i civili. Fermo restando che mai gli italiani avevano attaccato gli USA (e quindi perché gli USA dovevano bombardare gli italiani?), abbiamo avuto ripetute stragi di abitanti, bambini inclusi. Si calcola che il numero delle vittime civili da parte degli USA siano state oltre 60.000 persone.

 

UNA STRAGE SU TUTTE

Prendiamo un bombardamento qualsiasi. Il 20 ottobre 1944 viene bombardata Milano, non la campagna, ma la città, nella zona nord a Gorla. Una sola bomba da 220kg cadde sulla scuola “Francesco Crispi” straziando a morte 184 bambini. Ma lo scempio non era finito: il comandante della formazione di 18 bombardieri (americani) motivò l’accaduto dicendo che “avevano sbagliato l’obiettivo” in quanto volevano colpire le Officine Breda.  Questa motivazione è oltraggiosa perchè non era possibile l’errore perchè il tracciato delle strade era nitidissimo: in poche parole fu un atto voluto.

Più tardi in Iran, il primo di marzo del 2026, gli americani bombardano una scuola a Minab: 168 bambine uccise. Dicono che sia stato un errore, ma chi ha buona memoria capisce che è un metodo forse simile a quello “De Gasperi” ( https://www.stadiofinale.it/argo-16-le-stragi-ed-israele-seconda-parte/ ).

Comunque tutto nella norma: lo dice Walter Veltroni. L’ex primo cittadino della capitale, nel 25 aprile del 2025 a Vicenza, descrisse le terribili consegue causate dal nazifascismo e dalla Seconda Guerra Mondiale, menzionando anche i bombardamenti che subì la città di Vicenza, ricordando poi

quanto sia alto il prezzo pagato per la libertà e la democrazia”.

praticamente ignorò il “rapporto di infamia”: un chiaro segno di rispetto ai suoi padroni americani a discapito dei concittadini italiani.

 

RAPPORTO DI INFAMIA

Passiamo ora alla matematica e calcoliamo il rapporto di infamia, è facile:

 \Large {\frac {omicidi_{americani}}{omicidi_{germanici}}=\frac {60000}{5609}=10,697 volte}

 

in sostanza i liberatori sono oltre 10 volte più infami dell’esercito germanico. Ripeto

Sarebbe come se in un incendio ci fossero più vittime causate dai pompieri che dalle fiamme.

Il “rapporto di infamia” dovrebbe essere dirimente nelle discussioni tra “liberazione” ed occupazione perchè prescinde dalle preferenze politiche in quanto basato su numeri.

Ci sarebbe anche da ricordare, certamente meno importante delle vite distrutte, anche la distruzione dell’Abbazia Benedettina di Montecassino eretta nel 529 da San Benedetto.

In vita San Benedetto predisse che quell’abbazia sarebbe stata distrutta per quattro volte. Le prime tre volte furono: nel 577 i Longobardi, nel 883 da Saraceni e nel 1349 da un terremoto. La quarta volta fu l’esercito americano, forse per non sfigurare dinanzi a Longobardi e Saraceni.

In realtà gli americani la rasero al suolo per dare un segnale “distruttivo” alla popolazione pur sapendo che all’interno della struttura non vi erano soldati tedeschi e nemmeno nelle vicinanze: la Wehrmacht aveva segnalato la zona con le apposite bandiere, tra le quali quella rossa, proprio per indicare che si trattava di una zona “franca”. Nel frattempo le opere d’arte erano già state portate in salvo dalle truppe tedesche al comando del Cap. Maximilian Becker e del Ten.Col. Julius Schlegel. Se oggi queste opere d’arte le possiamo nuovamente ammirare è grazie a loro.

 

L’Italia non è stata liberata, ma è stata occupata, semmai, per la seconda volta e da un nemico ben peggiore del precedente teutonico.

In pratica, se libero un uccello da una trappola del bracconiere significa che lo lascio volare libero nel cielo. Se invece prendo il povero volatile e lo metto in un’altra gabbia ho:

  1. illuso l’uccello
  2. fregato il bracconiere

Una volta compreso che si tratta di “occupazione”, rimarrebbe da comprenderne “il livello”.

Quanto fosse pesante l’occupazione americana lo si può desumere dalla nota “29 luglio 1945” inviata dal Ten.Col. Renato De Francesco, il quale chiede un incontro con i “servizi” italiani al fine di:

definire un orientamento circa la possibile struttura del nostro servizio nel futuro, al fine di poter salvaguardare, anche attraverso le trasformazioni organizzazione imposteci dagli alleati, la nostra organizzazione. Prego mantenere sull’argomento la massima riservatezza” [stf/ag16/2/p177]

in precedenza, il 27 luglio 1945, in un altra nota aveva definito il “perimetro” dei servizi, è agghiacciante:

attività permessa dagli Alleati, attività non permessa o tollerata, attività vietata”. [stf/ag16/2/p178]

Limitare o vincolare l’ambito operativo dei “servizi” significa, nei fatti, privare l’Italia della sua autonomia politica, sia interna che estera e ridurla a “serva del Mediterraneo”.

 

Le limitazioni sui servizi si ripercuotono successivamente anche sul piano industriale: quando, per esempio, Enrico Mattei volle affrancarsi dal giogo del petrolio finì male, oppure quando Adriano Olivetti si muoveva da gigante nell’informatica mondiale anche lui finì male. Sono certamente ipotesi, ma quando si ha a che fare con i servizi bisogna sempre “unire i puntini” e i puntini sono ”abbondanti”.

Se poi i “liberatori” provocano la strage del Cermis i nostri “alleati-liberatori” ci fanno una bella pernacchia, segno che “signori si nasce”, solo che loro sono nati dal “verso” sbagliato.

 

I TRADITORI

L’elenco dei traditori dell’Italia è enorme, ma sono tutti quelli che tacciono (o che hanno taciuto ) su questi numeri e queste storie. Si parla solo di stragi germaniche occultando il fatto che i peggiori, numeri alla mano, sono stati gli americani.

Siccome il traditore è per sua natura infame, egli (il traditore) sposta i ragionamenti sul piano ideologico, ma è un trucco: uccidere innocenti non può MAI avere una giustificazione, siano essi figli di fascisti o comunisti o musulmani sciiti o pellerossa e via dicendo.

Infine, finchè il numero di traditori rimane alto sarà impossibile liberare l’Italia, già schiava degli USA con oltre 120 basi NATO, ma l’importante è ricordare e parlarne.

 


Argo-16, le stragi ed Israele

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I PUNCIUTI DEL SIONISMO

Mossad e infattamente il “pilu”

 


.https://www.ilgiornaleditalia.it/news/cronaca/535258/strage-gorla-bombardamento-alleati-scuola-bambini.html

.https://www.ilgiornaleditalia.it/video/esteri/773161/iran-i-funerali-delle-168-bambine-e-insegnanti-della-scuola-elementare-di-minab-bombardata-da-usa-e-israele-video.html

 

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