Alla fine anche Salvini, nel senso di Matteo, è stato contagiato dalla “dermatite presidenziale“. Questa nuova patologia era già stata segnalata qui.

Saviano, nel senso di Roberto, nel lontano 2018 disse che Salvini era il “ministro della malavita“.
Purtroppo a quel tempo Salvini era tutto preso con le scatole del LEGO per fare il plastico del Ponte sullo Stretto e quindi non ebbe tempo per rispondere prontamente a Saviano.
In ogni modo ai primi sintomi di dermatite (presidenziale) il Salvini denunciò il Saviano per diffamazione. Prevenire è meglio che curare.
DURO COLPO
Per Salvini essere definito “ministro della mala vita” è stato davvero troppo.
É vero che la Lega deve restituire ai cittadini italiani la somma di 49 milioni, però è anche vero che 49 milioni è meno di 50 milioni, ovvero è sotto la soglia della malavita. Già qui si capisce che Saviano è stato oltremodo offensivo.
Lo stesso Salvini era molto turbato perchè si sentiva descritto come uno che rapina le farmacie di turno o uno di quei randa [NdR, in milanese, senzatetto o balordo] che ti spacca il finestrino per rubare il navigatore.
Al contrario, il fatto di aver promesso di restituire i 49 milioni ai nipoti degli italiani lo rendeva in cuor suo un modello, un probo.

GIOLITTI SERVIVA GLI “INVISIBILI”
La denuncia di Salvemini contro Giolitti riguardava elezioni ed il modo “disinvolto” di gestire le risorse del Paese con clientelismi, concessioni e favori varii a beneficio degli “invisibili”. Sono fatti accaduti oltre un secolo addietro, però sembrano odierni. Quando si dice le “tradizioni”.
Le accuse di Salvemini erano in le stesse che erano mosse da Giuseppe de Felice Giuffrida, uno dei fondatori dei fasci siciliani. Aio! I “fasci siciliani” non erano i “fasci littori”, giusto per evitare confusione.
A proposito di “invisibili”: anche Draghi serviva gli “invisibili”: qui.

ORA DI LETTURA
Torniamo al “titolo” di “ministro della mala vita”.
A questo punto l’origine del termine, oramai è chiara, furono gli intrallazzi di Giolitti, ma essendo il Salvini un ministro del “fare” non poteva anche essere un ministro del “leggere” e quindi non poteva immaginare che il termine fosse storico e non farina del sacco di Saviano (che l’altro non fa il mugnaio)..
Per la cronaca a Salvini piaceva tanto la lettura: nella locale sezione della Lega di Via Vespri Siciliani a Milano, il Salvini era l’unico in grado di leggere un intero “Zagor” e “TEX” in meno di 3 ore. Un fuoriclasse.

SALVINI CHI SERVE?
Se Giolitti serviva gli “invisibili” allora oggi Salvini chi serve?
Se come domanda è “strana” allora proviamo ad approfondire.
Prendiamo due operazioni “salviniane”:
- TAV Val di Susa
- Ponte sullo Stretto
Si tratta di due grossi investimenti, che peseranno per molti anni sulle spalle degli italiani.
Purtroppo gli italiani sono spesso distratti:
- Grande Fratello
- Temptation Island
- X Factor
- …
inoltre molti sono preoccupati da:
- Russia che vuole invaderci
- Covid che torna e c’ammazza tutti
- West nile che potrebbe arrivare
- Bassetti che “tra poco parla”
- la UE ci regala i soldi e noi non li spendiamo (PNRR)
- stiamo dando poche armi all’Ucraina
- Israele deve difendersi
- in estate è caldo ed l’inverno è freddo
infine, tra gli sfigati e quelli “malmostosi”, ci sono quelli che si fanno una domandina semplice , semplice:
ma serviranno davvero queste opere?
La risposta è scontata: NON SERVONO AL POPOLO, ma servono per gli “amici” (che ovviamente sono “invisibili”).
La prova? Arriva, eccola qui, semplice semplice: se esistesse uno straccio di business plan sintetico, sarebbe il primo argomento da presentare agli italiani per convincerli.
Per tutti gli italiani l’argomento soldi è certamente “interessante”: per esempio quando il governo lancia un bonus da 20€ se ne dà amplissima notizia a reti unificate, e allora perchè non informare sulla futura rendita che la TAV ed il “Ponte” produrranno?
Purtroppo si tratta di opere perfettamente inutili, anzi dannose per il popolo, ma per gli “invisibili” saranno (il “Ponte” e la TAV) una benedizione.

IL PROVOCATORE
Prendiamo al TAV: esistono parecchi cittadini che si oppongono energicamente a questa inutile opera. Un ministro normale, realmente eletto dal popolo, cerca di spiegare le sue ragioni a chi è scettico (o contrario) e non a chi è già sempre d’accordo.
Siccome Salvini non vuole faticare a convincere, allora preferisce avere dei “contraddittori” con Mauro Sechi nei varii salotti televisivi, avendo cura di non cadere, come un pirla, nell’analisi tecnico-economica.
Ma cosa potrà mai avere da nascondere?
Non basta, avendo ridotto la vergogna al minimo, il Salvini si permette di dare del “delinquente” a persone che protestano per la sua (di Salvini) “delinquenza”. Ecco il raffinato ragionamento tardo-leghista (“LaRepubblica del 29.07.2025):
«Non so se siano francesi, spagnoli o tedeschi, sono criminali, il campeggio andrebbe sgomberato. E questa gente non dovrebbe più poter mettere piede in Italia. Se sono italiani il carcere il loro posto, non l’autostrada, sono dei delinquenti, dei teppisti».
Per dirla meglio: se chiediamo conto dei nostri soldi siamo dei delinquenti. Il che, detto da un segretario di un partito che ha fatto sparire 49 milioni ai cittadini, come provocazione non è poi male!

ANTI ISLAM
Salvini non vede di buon occhio l’Islam e qui mostra uno straordinario intuito: tipicamente negli ordinamenti islamici se un uomo “frega” o causa danno allora non viene eletto al Parlamento, ma passa direttamente alla prigione, e ci rimane.

AVANTI COL PONTE
L’idea del “Ponte” è del 1982, in piena era del pentapartito, e già da allora cominciano le spese per “studiare” la fattibilità.
Successivamente nel 2001 viene stimata l’opera in 5 miliardi di euro, anzi, 4,957 miliardi di euro. Evidentemente la cifra di 5 miliardi era un errore dovuto alle batterie scariche della calcolatrice. Infatti appena vennero sostituite le batterie (nel 2023), e rifatto il conto, la spesa per il “Ponte sullo Stretto” tornò a livelli onorevoli: 13,5 miliardi.
Quindi in 24 anni la spesa per il “Ponte” è quasi triplicata, e ciò è in linea con gli stipendi che nello stesso arco di tempo sono triplicati, rendendo l’Italia meta ambita da orde di migranti svizzeri che a bordo di logori Porsche Cayenne scendono in Italia in cerca di un pezzo di pane.
Siccome Putin è un temibile oligarca, nello stesso periodo (2001-2020) gli stipendi in Russia sono “solo” duplicati: ciò spiega può essere un motivo perchè Putin viene rieletto continuamente rieletto.

IL PROBLEMA
Sia per il “Ponte” e sia per la TAV si è fatto di tutto (compresi gli studi sulle farfalle) tranne che spiegare il vantaggio economico, anzi lo si è taciuto dando dei delinquenti a chi invece vorrebbe essere ascoltato. Il sospetto che molti hanno, è che Salvini stia nascondendo i “numeri” per poter far felici i “mandanti“. Non è una bella scena, ma se escludiamo l’imbecillità, è l’unica plausibile.
SENZA FRENI
Se Salvini non spiega per bene come stanno le cose, ma continua a turlupinare i cittadini, allora è certamente un “ministro della mala vita” di stampo giolittiano. Tra l’altro anche Giolitti affidava incarichi ad amici, toh, che coincidenza:

Forse è meglio cambiare, lui e i suoi seguaci.
www.giannibarbacetto.it/2023/06/07/salvini-condannato-fece-assumere-la-compagna-in-regione-lombardia
