Il silenzio degli innocenti (della Giustizia) e la Legge 178/2020

Come oramai noto il referendum “sulla giustizia” del 2026, promosso dal Governo, è finito male, nel senso che non ha passato il quorum nonostante nelle settimane precedenti al voto si è fatto un gran parlare sull’opportunità o meno di separare le carriere … parole e parole.

IMPRESSIONE

A vedere i problemi delle persone con la Giustizia e a sentir parlare i politici si ha l’impressione di due “mondi” isolati, dove il politico parla di cose che nulla hanno a che vedere con i patimenti delle persone coinvolte nei procedimenti, eppure i politici sarebbero pagati per risolvere dei problemi e non per cercare idee nel mondo delle fiabe. Pazienza.
Scalfarotto mentre è convito di essere stato eletto alla Knesset (Israele) col nome di Mezkil Depaltha.

GLI INNOCENTI

Parliamo dell’ambito penale, come giù scritto qui, ogni anno vi sono 750.000 denunce che NON vengono archiviate e di queste solo in 75.000 casi vi sarà la condanna, cioè un decimo.
Tornando brevemente al referendum del 2026, giova ripetere che le carriere di fatto sono giù separate perchè risulta evidente che i Giudici non eseguono pedissequamente le richieste dei Pubblici Ministeri, ovvero non si fanno influenzare dal fatto di essere “colleghi”.
Ora passiamo ai numeri che sono interessanti.
Se escludiamo le condanne, le denunce “a vuoto” sono:
 \huge Denunce_{inutili} = Denunce_{non\_archiviate} - Condanne = 750000 - 75000 = 742500
Molte di queste denunce, 742500, sono doppie o triple (o ancora) e quindi ipotizziamo che gli imputati delle 742500 denunce siano un terzo:
 \huge imputati_{innocenti} = \frac {Denunce_{non\_archiviate}}{3}= \frac {742500}{3}=247500
a questo punto possiamo immaginare che una buona di questi imputati avranno dovuto dedicare del tempo e sostenere delle spese legali (interrogatori, memorie, ecc.), e immaginiamo che ogni imputato abbia dovuto spendere in media 20.000 € (di spese legali), il costo in generale diventa:
\huge Costi_{legali}= innocenti \times costo_{medio} = 247500 \times 20000 = 4,95 miliardi
In pratica una fetta di PIL della nazione (quello totale del 2025 è di 2.738 miliardi di €)  è andata in spese legali, ovvero lo 0,18% del PIL è stato offerto in “sacrificio” per celebrare degli innocenti (247.500 persone).
Fantini, aiutante di camera (di consiglio) del ministro Urso, mentre si prepara per la conferenza stampa

 

SPESE VOLUTTUARIE

Così come i frequentatori dei casinò sanno che ciò che spendono NON è deducibile fiscalmente, allo stesso modo, per non sfigurare, anche gli imputati non possono dedurre le spese per essersi difesi da ingiuste accuse. Insomma c’è chi scialacqua con bionde e champagne insieme agli “orfanelli” (roulette) e chi “festeggia” non notule e proforma: a ognuno il suo divertimento.
Avrei potuto capire che le spese di un condannato non siano detraibili (anche se potrebbe sembrare una ulteriore condanna), ma che che un innocente debba vedersi sfilare via 20.000 € (cifra media a titolo d’esempio) come se li avesse spesi in puttanate, questo proprio non è tollerabile.
Ma come: lo Stato accusa ingiustamente una persona, poi lo assolve (sic!) e nel frattempo gli fa sparire 20.000 €, come minimo, e di questi non può recuperare nemmeno, ripeto, nemmeno il 22%, proprio come se fossero spese voluttuarie.
una piccola parte delle accuse (querele, ecc.) finisce con una condanna

TASSA OCCULTA

Premesso che le spese legali dovrebbero essere rimborsate per intero, e magari valorizzando le “scuse”, ci sarebbe da dire che un innocente subisce due abusi:
  • abbassare il reddito a causa delle spese legali
  • indeducibilità che diventa una tassa occulta

A questo punto diventa evidente che per il legislatore andare in tribunale da imputato è già una colpa certa che deve essere espiata con un bel salasso, oppure c’è qualcosa che ancora sfugge…

 

innocente in attesa di giudizio

 

CONFLITTO DI INTERESSE

Se uno viene  eletto al Parlamento ci si immagina che egli possa migliorare le condizioni dei concittadini, altrimenti tanto varrebbe eleggerlo, e fin qui siamo tutti d’accordo.

Ora, il fatto che gli innocenti vengano salassati per poi sentirsi dire: “grazie, tutto a posto può andare” dovrebbe far ribrezzo e un vero paladino dei cittadini dovrebbe gridare allo scandalo e preparare una bella legge che ponga fine a questo scempio.

Magari.

Questa è un’ipotesi e quindi facciamo finta che sia vera. Seguitemi.

Con la non detraibilità delle spese legali è possibile che un avvocato faccia del “nero”, e non dovrebbe stupire perchè se il sospetto vale per il piastrellista o il tassista allora deve valere per tutti, avvocati inclusi.

Siccome al Parlamento la maggioranza delle professioni è quella di avvocato (in blu nel grafico) diventa probabile che questo folto gruppo, transpartitico, mantenga l’esclusione della detraibilità per ovvie “ragioni”. Detto con altre parole il cittadino non ha alcun interesse a pretendere la fattura perchè tanto non la potrebbe scaricare.

la professione più diffusa nel Parlamento è quella di avvocato.

 

É fantascienza? Non lo so, però chissà perchè molti legali sono “nullatenenti” ed abitano in case intestate a qualche famigliare e sul conto corrente pochi spiccioli, ma quel che è peggio è che un parlamentari-avvocati NON hanno intenzione di risolvere questo danno ai cittadini con un giusto rimborso o detrazione. Eppure siamo pieni di detrazioni: per la palestra, per i corsi di mandarino, ecc.: non sembra un po’ strano?

C’É ANCHE IL PEGGIO

La storia della indeducibilità delle spese legali era veramente orribile, ed allora il bravo legislatore cosa fa? Per far credere di essere a favore del cittadino è stata varata una legge durante il governo “Conte II”, è la Legge n. 178 del 30 dicembre 2020.
Sulla legge 178/2020 posso capire le buone intenzioni di chi la propose (fu Governo all’interno della Legge di Bilancio 2021), però questa legge diventa una derisione del cittadino assolto. Vediamo come.
Immaginiamo che un cittadino assolto voglia fare domanda per essere rimborsato delle spese legali sostenute, ecco i passaggi:
  • dotarsi di SPID
  • collegarsi al sito https://lsg.giustizia.it
  • cercare la pagina destinata alla raccolta delle domande di rimborso
  • la domanda va presentata entro il 31 marzo dell’anno successivo all’assoluzione
  • scansionare e caricare la sentenza
  • scansionare e caricare l’atto di esercizio dell’azione penale
  • scansionare e caricare Certificato di passaggio in giudicato (da richiedere alla Cancelleria del Tribunale, con marca da 8€)
  • scansionare e caricare le fatture dei legali incaricati (non i proforma)
  • scansionare e caricare i bonifici (niente prestiti: il conto che bonifica deve essere lo stesso del richiedente)
  • scansionare e caricare le quietanza degli avvocati (non basta aver pagato col bonifico)
  • scansionare e caricare Atto di nomina degli avvocati
  • scansionare e caricare il Parere di congruità del Consiglio dell’Ordine (va richiesto all’Ordine però bisogna pagare il 3% dell’importo per il quale si richiede la conguità)
  • Dichiarazione dei redditi
  • l’importo massimo è di 10.500.00 € a condizione che;
    • il fondo abbia ancora liquidità
    • avere un punteggio sufficiente in graduatoria

Quindi ricapitoliamo: dopo aver speso 50.000€ il malcapitato potrebbe invece riceverne 10.000 perchè il 50.000 non erano “congrui” (peccato che li abbia comunque pagati i 50.000€), tuttavia per una di quelle strane coincidenze astrali, il fondo di dotazione sarà esaurito e quindi la domanda sarà persa (perchè non si potrà più ripresentare l’anno successivo).

Non so voi, ma io avverto una leggera presa per i fondelli perchè è evidente che si è trattato di una norma “di facciata” in quanto il problema sostanzialmente rimane: chi ha speso i soldi non li vedrà mai più. Comunque non dovrebbe stupire perchè è una norma nata dal 5 Stelle che già si erano fatti notare per la coerenza sui vaccini pediatrici (prima via tutti i vaccini poi votarono la Lorenzi per dare 12 vaccini ai bamnini).

 

CONCLUDENDO

Il Governo “Conte II” ha introdotto una legge inutile, se non offensiva, (la legge 178/2020), ma almeno il problema è flebilmente emerso, non risolto, ma emerso.

Sull’altro versante, quello della sponda “destra” nemmeno un accenno al rimborso e quando Nordio sbandierava la riformetta con la “separazione delle carriere”, diventava evidente che il referendum era per altri scopi e mai per il cittadino, in particolare quando aveva subìto una “ingiustizia dalla Giustizia”.

Proprio con il “referendun sulla Giustizia” il Governo Meloni ha mostrato tutta la sua falsità perchè ha ignorato un problema cogente, che tormenta l’esistenza a diversi cittadini perchè tocca il piano economico, cioè quel piano che serve per pagare le bollette e mettere il pane in tavola.

Ovviamente per “lui” la tavola è sempre imbandita e quindi poco importa: mi riferivo a Mattarella, al secolo Presidente delle Repubblica (Italiana?).

Mattarella in abito da lavoro, kippahdotato.

 

Il cittadino è solo, lo sapevamo, perchè dei parlamentari, falsi, sono stati capaci di fregarsene dei cittadini, ma non è la prima volta, e quel che è peggio è gli molti elettori voteranno ancora gli stessi simboli segno che “chi è cagion del suo mal pianga sé stesso“, ma ricordiamoci che senza Giustizia non ci potrà essere Pace.

Basta saperlo.

 

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