Bordell’s Manager

IN QUEL TEMPO…

Una nota organizzatrice di un “bordello” per i gerarchi berlusconici alla fine viene condannata per favoreggiamento della prostituzione. Sono rischi del “mestiere”. Siccome la classe non è acqua ecco che la virtuosa igienista dentale prende una seconda condanna, ma questa volta per peculato, mentre “faceva” la consigliera regionale per i lombardi. Quindi a lei (Minetti) il peculato e noi perculati: a ognuno il suo.

Per le cronache possiamo dire che fra “il lusco ed il brusco” la sciüra si porta a casa 3 anni e qualche mese di carcere, che non è un granchè (c’è di meglio), ma piuttosto che niente è pur sempre meglio di una banale assoluzione (col secondo comma).

 

Passano i mesi e il rischio di finire “al gabbio” per la Minetti diventa concreto, tuttavia questo pensiero non la distoglie da un altro obiettivo: chiedere la grazia a Mattarella per motivi famigliari. Casualmente la Minetti è diventata madre adottiva di un minore che ha bisogno di cure all’estero. Mattarella da parte sua esamina la richiesta attentamente, anche perchè deve sottostare alle rigide regole giuridiche, e nel frattempo la Minetti finisce in cima alla graduatoria dei “graziabili” avendo maturato almeno 5 misure in più di reggiseno rispetto a Beniamino Zancheddu. Pare strano, ma queste sono le regole per la grazia (e poi non si dica che la grazia viene data a “cani e porci”, o declinando al femminile, a “cagne e porcone”).

altra sponda (atlantica) altri poteri…

A proposito di Zancheddu, piccolo aneddoto: pochi giorni prima di venir liberato, cioè dopo 33 anni di ingiusta detenzione, egli era stato invitato ad una conferenza sulla “giustizia” (non ridete, per favore). Ebbene il magistrato di sorveglianza (così pare) evitò di firmare il permesso di uscita e il povero Beniamino non potò partecipare alla conferenza e dovette rimanere in carcere in attesa che passassero le ore verso la liberazione. Di questo episodio il Presidente tace, tace con lo stesso silenzio allorquando l’Italia bombardava la Serbia (violazione della Costituzione Italiana) con uranio impoverito (violazione Convenzione di Ginevra). Si vede che a LUI gli piace “violare alto”.

ESPATRIARE

Andiamo indietro di qualche anno. Siccome nemo propheta in patria, la povera Minetti qualche anno addietro fu costretta a fare le valigie ed espatriare. Succede a molti, specie giovani i quali trovano chiuse le strade per la loro crescita professionale e succede più frequentemente alle donne di essere penalizzate perchè il mondo del lavoro in Italia è spesso legato al concetto “o me la dai oppure ne prendo un’altra“, quindi una povera ragazza è costretta a sceglie tra “scendere” le mutandine oppure salire sull’aereo. La nostra eroina preferisce salire sull’aereo, al massimo le mutandine le “scenderà” dopo con calma e senza ricatto.

LE MALELINGUE

Non avendo di meglio che criticare gli altri quelli de “Il Fatto” e “Report” (dio li stramaledica)  si fanno gli affari degli altri e scoprono che la Minetti ha un compagno che prima faceva il commesso da Coin, poi un giorno si scocciò di cotanta noia, cambiò nome in “Cipriani” e si dedicò ai marchi del super-lusso. Ovviamente l’animo sensibile della Minetti si estasiò difronte all’energia del novello Cipriani e insieme decisero di avere un figlio, non loro, ma quello di altri, ed eccoli divenire genitori adottivi.

Con il solito vizio (di certi giornali) di farsi gli affari degli altri, ecco che “Il Fatto” e “Report” (dio li stramaledica)  scoprono qualcosa sulla grazia alla prode Minetti. Pare che all’inizio volessero darle (alla Minetti) la grazia per meriti di guerra e non tanto per motivi famigliari. Non che la Minetti c’entrasse con i bersaglieri di El Alamein  (“mancò la fortuna, ma non l’onore”) e nemmeno con le “marocchinate” della Ciociaria: il concetto era semplice la Minetti, attraverso il favoreggiamento alla prostituzione, e quindi attraverso “l’uso e l’abuso del buso“,  rendeva il maschio meno aggressivo e quindi meno orientato alla guerra. Si trattava di una osservazione davvero arguta, roba da Nobel per la Pace, che il nostro Presidente apprezzò subito con buona pace dei detrattori di Mattarella che lo davano prono ai voleri di “Bibi il genocida” e del “demente Donald“.

BRUTTE COMPAGNIE

Sempre quelli de “Il Fatto” e “Report” (dio li stramaledica) non avendo nemmeno i necrologi da “mettere in macchina”, si sono prodigati a vedere se niente niente l’ex-commesso del Coin avesse avuto qualche contatto col famoso pedofilo americano, quello del “pizza gate”, ovvero Jeffrey Epstein.

Dico io: ma come si può pensare che il compagno di una pregiudicata per favoreggiamento della prostituzione possa avere rapporti con un pedofilo in quota Mossad? Solo un pazzo può credere a simili castronate, infatti il sito del Dipartimento di Giustizia degli USA cita “GIUSEPPE CIPRIANI” ben 140 volte nei documenti chiamati “Epstein’s files”.

Purtroppo quelli de “Il Fatto” e “Report” (dio li stramaledica) avendo visto le email tra Cipriani ed Epstein, hanno subito pensato “male”, mentre tutta quella corrispondenza era la prova evidente che Cipriani stava cercando di far uscire Epstein dal tunnel della pedofilia e dello sfruttamento minorile. Ovviamente Cipriani che, non è uno sprovveduto, cercava di redimere Epstein col classico metodo del finanziamento: “mi dai dei soldi e poi ti converti“.

Ovviamente quelli de “Il Fatto” e “Report” (dio li stramaledica) nella loro ostinata malvagità e profonda grettezza non possono capire il candore e la raffinatezza di questi metodi. Dovranno fare penitenza.

LA DENUNCIA

Con una denuncia americana calibro “34” (il numero di pagine) ecco che un rinomato studio legale di New York chiede danni per 250.000.000 di USD alla Rai ed “il Fatto”. Con una bordata simile lo studio “Reinhardt Savic Foley LLP” è un grado di far colare a picco in un colpo solo sia Rai ed “il Fatto”.

Se non fosse una denuncia scritta dal più affermato studio legale di New York, parrebbe una denuncia degna di Gianni e Pinotto all’apice del loro successo.

Vediamo alcune “noccioline” presenti nella denuncia:

142. Gli imputati hanno impiegato mezzi illeciti, inclusa menzogna, disprezzo sconsiderato su fatti facilmente verificabili, omissioni selettive, distorsione dei materiali documentari e il deliberato uso di allusioni e implicazioni per imputare comportamenti corrotti, criminali e sessualmente predatori.

tra i mezzi illeciti ci sarebbe nientemeno che i mass-media, che come noto sono strumenti vietatissimi al pari del fosforo bianco (tranne quando lo usa Israele, civili inclusi):

21. I convenuti hanno promosso e amplificato attivamente i contenuti contestati attraverso i mass-media per massimizzare l’effetto sul pubblico, l’approvazione, gli abbonamenti, i ricavi pubblicitari e beneficio commerciale, anche da parte di pubblico situato a New York.

Poi arriva Graciela:

77. Le accuse di party/sesso/droga sono state riportate, in parte materialmente, a una certa Graciela Torres, che Il Fatto descrisse come una massaggiatrice che aveva lavorato per il signor Cipriani per oltre venti anni e che presumibilmente si dimise nel marzo 2025 dopo aver assistito ad attività presumibilmente discutibili.

e subito dopo:

78. Quella caratterizzazione era falsa sotto aspetti materiali. I registri di impiego riflettono che La signora Torres lavorava presso la residenza del signor Cipriani a Punta del Este (Gin Tonic) solo durante periodi limitati: 27 luglio–1 agosto 2024; 22 agosto–27 agosto 2024; e l’8 ottobre, 2024 fino al 3 febbraio 2025—un totale di circa quattro (4) mesi, non venti (20) anni. Al termine del suo impiego il 2 febbraio 2025, la signora Torres ha presentato richieste di lavoro contro il suo datore di lavoro per mancato pagamento di salari e benefici correlati; Tali affermazioni non hanno dato menzionare qualsiasi cattiva condotta successivamente attribuita a lei nel reportage di Il Fatto. La signora Torres ha richiesto circa 60.000,00 dollari di danni1 e ha raggiunto un accordo per 6.000,00 dollari.

Il punto (78) è “strano”, attenzione: forse c’è un falso: qui si sostiene che la Torres ha lavorato per 4 mesi invece che per 20 anni. La pretesa iniziale della Torres era di 60.000 USD che poi viene chiusa a 6.000 USD. In Uruguay lo stipendio medio è di 650USD, quindi 6000USD corrisponderebbero a 9,23 mensilità. In altre parole la ditta del Cipriani è talmente tanto attiva nell’extra-lusso però non paga 4 mesi di stipendio per poi versarne circa il doppio.

IL CONTESTO

Altra considerazione:

80. Sulla base di informazioni e convinzioni, la signora Torres sta considerando di iniziare un’attività legale procedimento contro Il Fatto per averla citata in modo errato e/o aver estratto le sue dichiarazioni dal contesto.

Proviamo con un esempio: se la Torres, sul luogo di lavoro, assisteva ad un amplesso a tre, due uomini ed una ragazza, non significava necessariamente esercizio del meretricio. No. Semplicemente la ragazza stava valutando con un confronto diretto e simultaneo quale dei due potesse essere il miglior fidanzato. Questo significa “inserire i fatti nel contesto”. Ovvio.

 

…anche la lingua di chi odia.

RITRATTAZIONE

Quello che Graciela racconta al “Il Fatto” e “Report” (dio li stramaledica) viene poi ritrattato, però a ben vedere forse era meglio se non gliela facevano fare la ritrattazione a Graciela. Okkio ai tempi:

  • il 29.05.2026 Graciela ritratta con tanto di avvocato e notaio (raddoppio di marcatura)
  • il 05.06.2026 questa “ritrattazione” viene inserita “prontamente” nella denuncia contro “Il Fatto” e “Report” (dio li stramaledica) .

Coincidenze astrali a parte, questo sincronismo è l’evidenza che la “ritrattazione” è stata “consigliata” attraverso la classica “proposta irrinunciabile”, infatti è lampante che la ritrattazione doveva essere “inclusa” nella denuncia in quanto “organica”. Per dirla meglio la “ritrattazione” è proprio la conferma dei sospetti.

83. Il 29 maggio 2026, Torres ha firmato un affidavit giurato autenticato in cui ha confermato, tra l’altro, che: (i) la signora Nicole Minetti non ha mai sollecitato ragazze né favorito la prostituzione presso la residenza di Cipriani a Punta del Este, (ii) la disputa ($6.000,00) con il signor Cipriani era puramente conflitto sindacale, e (iii) era inesperta nel trattare con i media e, di conseguenza, con le sue precedenti le dichiarazioni sono state materialmente distorte o in altro modo distorte da Il Fatto.

Tra l’altro, poi uno si chiede che tipo di esperienza ci voglia per poter trattare con i mass-media: di solito uno scrive sul suo cv che “ha maturato esperienza nel trattare coi bambini” oppure “nel trattare con gli anziani”, insomma è difficile che pensare che uno per fare un’intervista deve saper cambiare il pannolone al giornalista.  A me sembra strano.

L’ADOZIONE E LA PAMPAS

La storia dell’adozione del bambino è davvero strana.

Il bambino era sotto la tutela del Tribunale dei minori uruguagio e nel 2023 viene formalizzata l’adozione. Ovviamente nell’iter per l’adozione il minore è assistito da un legale, si tratta di Ana Mercedes Nieto la quale si dimostra favorevole all’adozione (che avverrà appunto nel 2023).

 

 

Purtroppo nel giugno 2024 Ana Mercedes Nieto e suo marito (anche lui avvocato), Mario Sergio Cabrera, muoiono nell’incendio della loro “casa” (12 metri per 6, con muri di mattoni e tetto di lamiera, costruita nella pampas uruguagia). Il fatto avviene alle ore 15:30 del 15 giugno del 2024 a Maldonado. Sulle cause non ci sono “certezze”: pare che l’incendio sia scoppiato a causa di una errata manovra per accendere il camino. Lo ripeto: per accendere il camino.

Non sono un esperto di camini, ma credo che sia l’unico caso al mondo nel quale due persone muoiono mentre armeggiano con l’accendino e la “diavolina”. Possibile che mentre uno viene investito dalle fiamme dell’accenditore, l’altro non cercasse di soccorrerlo, magari con un secchio d’acqua od una coperta? O che cercasse aiuto?

Nessuno sostiene che il Cipriani si sia travestito da accendino per uccidere i due avvocati, però il fatto è davvero strano. Nel 2024 l’avvocato Ana Mercedes Nieto forse si fa venire dei dubbi che non doveva avere e che gli furono fatali, tanto da carbonizzare lei ed il marito, ma da lasciare la “casa” quasi intatta.

Mercedes Nieto e il marito Mario Cabrera

I sospetti non li hanno solo quelli de “Il Fatto” e “Report” (dio li stramaledica), li hanno anche parenti ed amici dei due avvocati quarantanovenni di Maldonado. Ecco cosa dice un loro collega, l’avvocato Diego Acordagoitia, durante la manifestazione in loro ricordo:

“…non è nulla direttamente collegato all’Ufficio del Procuratore, né alla Magistratura o alla Polizia. Vogliamo sapere chi è stato responsabile di questi eventi, sappiamo che non è stato un incidente…”

infatti già ad ottobre del 2024 era stato aperto un fascicolo all’Ufficio del Procuratore per Omicidi responsabile del Dr. Sebastián Robles e se fino ad oggi nulla di nuovo è emerso è solo perchè “qualcuno” ha “bloccato” l’iter.

 

Chi può aver avuto interesse ad uccidere i due avvocati? Da quel che si conosce, e che si capisce, non facevano parte di uno studio legale altisonante con sede a Manhattan. Non trattavano casi internazionali e meno ancora non trattavano casi economicamente rilevanti. Non serve essere Sherlock Holmes per capirlo. Trattavano casi “di periferia” tranne uno: quello di Cipriani-Minetti, il che non fa una prova, ma non è nemmeno “acqua di pioggia”.

Ecco come gli avvocati di Cipriani vedono la faccenda:

86. Gli imputati hanno inoltre diffuso accuse e allusioni secondo cui Giuseppe Cipriani e la sua compagna Nicole Minetti procurarono in modo improprio l’adozione del loro bambino in Uruguay, tramite funzionari pubblici corrotti, inoltre affermano che il bambino fu portato negli Stati Uniti (Boston) per un intervento chirurgico non necessario allo scopo di costruire una base medica a sostegno di una richiesta di grazia da parte di Nicole Minetti.

 

INTIMIDIRE

Senza essere troppo esperti, la denuncia del Cipriani è intimidatoria cioè è volta a “tappare” la bocca all’informazione, e già questo basterebbe per metterlo al gabbio, magari con la consorte, in celle separate ovviamente. Pensare ad un “danno” di 250.000.000 USD significa voler sigillare le bocche.

Per quasi tutte le aziende italiane se un giornale dà notizie errate se ne chiede la correzione, e gli strumenti già ci sono, ma voler chiudere un giornale è un attentato alla libertà perchè la “testata” appartiene all’editore, ma le notizie sono un diritto inalienabile del Popolo.

Per stare nella proporzione, se Alfredo Cospito ha preso l’ergastolo per un petardone allora qui servono i lavori forzati.

Non pago, il tribolato Cipriani fa scrivere ai suoi ben pasciuti avvocati:

81. La Procura Generale italiana di Milano ha successivamente rilasciato un comunicato stampa confermando che “non era necessario” indagare sulle accuse della signora Torres, come inchiesta Interpol non aveva corroborato nessuno dei racconti della signora Torres (vedi Allegati J). Le accuse dell’imputato Il Fatto erano un classico depistaggio. Tuttavia, il Ricorrente, è stato costretto a spendere costi esorbitanti per contrastare e spiegare le informazioni non verificate e false che entrambi gli imputati hanno riportato in modo imprudente e diffuso in modo virale tramite piattaforme mediatiche.

Beh, l’idea che si sia trattato di una adozione “strumentale” non è poi così bislacca, visto che è stato portato come argomento per poter chiedere la grazia per motivi famigliari ( e non per meriti di guerra).

 

LA REPUTAZIONE E IL CAVALLO

Sempre nella denuncia il Cipriani fa scrivere:

26. Reputazione del ricorrente, rapporti con il finanziatore, attività di finanziamento e commerciali le opportunità sono centrate su New York e dipendono in modo significativo dalla fiducia del mercato nel integrità e legittimità dell’impresa Cipriani e dei suoi principali responsabili.

Il problema sorge quando il Cipriani non è “l’uomo che sussurrava ai cavalli” , ma piuttosto “l’uomo che scriveva a Epstein” ed Epstein, nel ruolo del cavallo,  rispondeva oltre che essere anche gradito ospite.

Per vedere in modo grezzo la vicenda, se si cercano alcuni nomi tra i documenti di Epstein, ecco il risultato:

  • Marco Travaglio –> zero volte
  • Sigfrido Ranucci –> zero volte
  • Giuseppe Cipriani –> 140 volte

Le due “punte” (Travaglio e Ranucci) rispettivamente de “Il Fatto” e “Report” (dio li stramaledica), per Epstein sono degli emeriti sconosciuti, o elementi privi di valore.

Che messaggi allora si scambiano Epstein e Cipriani? Sul clima? No, Sul programma estivo dell’oratorio? No, per affari e finanziamenti.

PARAGONE SICULO

La storia di Epstein possibile finanziatore di Cipriani, se fosse ambientata in Sicilia, potrebbe essere quella di un imprenditore alberghiero il quale ha in programma di rifare il dehor sulla spiaggia. La cifra è “consistente” ed allora si rivolge in banca, anzi, prima di andare in banca passa a dare un “saluto” dal capo mandamento per “assicurarsi” che il prestito venga concesso senza troppe “complicazioni”.

Si capisce subito che l’imprenditore non ha uno “stile cristallino” nel gestire i rapporti: gli altri di solito si portano dietro il commercialista e vanno dritti in banca a trattare.

Se la reputazione per Cipriani era così importante allora cosa ci faceva ogni volta col “chiaccherato” Epstein?

 

 

IL MATTARELLA

Se uno vuole aprire un piccolo bar di periferia deve avere i requisiti morali (oltre alle competenze), possibile che per adottare un bambino vada bene anche una condanna per sfruttamento della prostituzione?

Il Presidente tace, tace, però firma, firma.

Lo ripeto: è la stessa storia dell’uranio impoverito (Iraq): qualcuno protestava (Vannacci, sempre lui) e Mattarella taceva, infatti il vegliardo è “uso obbedir tacendo”.

Mattarella, se vuol essere davvero Presidente degli italiani deve essere “portavoce” delle minoranze (talvolta anche dei singoli casi) altrimenti il “meccanismo” si rompe.

I casi purtroppo sono due: o Mattarella è impazzito oppure è obbligato. Mi rifiuto della terza ipotesi, ovvero che sia incapace perchè altrimenti sarebbe l’ennesima truffa ai danni del Popolo italiano.

Mattarella potrebbe essere obbligato perchè qui i personaggi in gioco hanno nomi e relazioni “importanti” ben oltre la bocciofile sotto casa. Non è difficile immaginare la “potenza di fuoco” (in tutti sensi) che certi gruppi di potere possono sviluppare.

Cipriani con la Duchessa di York.

Mattarella, col suo continuo silenzio offende i sentimenti degli italiani i quali sanno che il silenzio li rende servi. Basterebbe che ogni tante “esternasse” qualcosa ed invece lo vediamo felice e kippato. Forse questo Paese meritava qualcosa di meglio.

 

I SOLDI E L’AMICIZIA

Anche in questo caso si ripete la storia: “con i soldi e l’amicizia puoi fregare la giustizia”, e qui i soldi sono tanti e le amicizie sono molte e “robuste”.

Il “potere” si sollazza con un bordello, poi decide che il Popolo deve eleggere il personale del bordello (e pagarlo). Quando poi arriva una sentenza di condanna il “potere” deve salvare i personaggi coinvolti, magari perchè potrebbero “parlare”.

Tutto questo mentre il Popolo è vessato da un “paese” dove le regole “buone” valgono di sicuro per “lorsignori”. Forse è ora di finirla.

Messaggio per “Radio Carcere” (RadioRadicale) di Riccardo Arena:

“cari carcerati adottate un nonno col deambulatore e crisi respiratorie e il prode Mattarella, ne sono strasicuro, sarà pronto a concedere la grazia per motivi umanitari, con la stessa “umanità” che già utilizzava quando l’Italia bombardava la Serbia.”

Vediamo se funziona…


 

Dermatite presidenziale

Urso e lo stimolatore aziendale

Voglia di salame

 

Artem, Assange e il Cermis

 

 

 

 

 

 


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.https://www.justice.gov/epstein

.https://www.francoangeli.it/rivista/getArticoloFree/77334/It

 

 

 

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