Il Papa Molle

Era da tempo che Bibi “il genocida” dilaniava bambini Palestinesi ed ora era un po’ stanco.

Era stanco anche di sentirsi sempre criticato perchè sparava alla folla di affamati. La gente (gentaglia) continuava a non capire che Israele “deve difendersi” e una massa di affamati rappresenta certamente un rischio, che prontamente deve essere eliminato.

É certamente un lavoro sporco quello di eliminare i possibili terroristi ancorchè fanciulli ed ancorchè affamati, però è un lavoro che Israele fa per tutti gli altri Paesi. L’ha detto Merz, dopo il terzo Pernod, e noi ci crediamo (al fatto che abbia bevuto tre Pernod).

Insomma Bibi era stufo della solita tiritera: i soliti omicidi mirati, le solite stragi di minorenni, i soliti bombardamenti ai Paesi confinanti, una noia atroce, poi però ebbe un lampo id genio: bombardiamo anche i cristiani!

Card. Pizzaballa, un altra storia!

Siccome Israele è l’unica democrazia del Medio Oriente, è logica conseguenza che Israele abbia il senso di equilibrio e quindi è (per Israele) opportuno che anche i cristiani abbiano le loro stragi. In altre parole Israele non discrimina per razza o fede: tutti uguali, tutti sotto terra.

Succede quindi che il 17 luglio (il 17 porta sfiga, si sa) una bomba israeliana colpisca una chiesa cattolica a Gaza. Come noto le moschee erano già tutte rase al suolo.

Siccome è un “17” capita che siano anche tre vittime, e Bibi essendo nel profondo un uomo buono, si dispiace per i tre morti ed allora chiama il Papa per scusarsi dell’errore “tecnico”.

Bibi chiama Papa Leone XIV e Leone risponde. Cosa si saranno detti?

Sapendo che Bibi è ricercato dalla Corte Penale Internazionale, il prode Leone ha pensato bene di raccomandare a Bibi di lavorare per la pace e di non esagerare con i Palestinesi “il cui terribile prezzo è pagato soprattutto dai bambini, dagli anziani e dai malati“.

Mi chiedo quale prezzo debbano pagare i Palestinesi visto che gli israeliani hanno rubato loro tutto il rubabile.

Il prode Leone avrebbe potuto ricordare che Cristo disse: ” date a Cesare quel che è di Cesare e a Dio quel che è di Dio” che tradotto starebbe per “caro Bibi prima mettiti a posto con la Giustizia Internazionale, poi ragioneremo sul resto”.

Papa Leone ha preferito la linea della fermezza e quindi nessun accenno al fatto che stava parlando con un criminale ricercato per crimini contro l’umanità.

Cristo disse anche di essere “testimoni”, ma questa volta Leone non ha voluto strafare.

A questo punto verrebbe da chiedersi: ma quali valori rappresenta un Papa “squaquarone”?

 

it.gaudiumpress.org/content/telefonata-di-netanyahu-al-papa-dopo-il-bombardamento-della-parrocchia-di-gaza

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