Il rogo di Capodanno a Crans-Montana, nel canton Vallese in Svizzera, è ancora molto caldo.
Spiace per le vittime e i loro famigliari, poi però qualche ragionamento mi viene spontaneo.
Sui telegiornali e giornali abbiamo interviste, opinioni, elucubrazioni e valutazioni di tutti i tipi. Chi discetta sul tipo di sistemi antincendio, chi sulle porte chiuse e chi sui pannelli. Poi abbiamo gli psicologi che devono sostenere i traumi dei feriti.
Tutto giusto, ci mancherebbe, però vorrei che la stessa attenzione ci fosse anche per gli altri poveri (anche nel senso economico) cristi che di tanto in tanto (cioè ogni giorno) muoiono sul lavoro.
Per andare al cenone di Capodanno al Constellation bisogna avere un buon portafoglio, che magari riempie con generosità il “papi”. Fare l’ultimo dell’anno in Svizzera in una località simil-Cortina costa parecchio, non è come andare in una pizzeria fuori Milano. Insomma in certi posti se uno fa il commesso a 1300€ al mese non entra nemmeno se pulisce lo zerbino con la lingua.
Quindi quando muore un ricco (o ben-benestante) allora giù tutti a strapparsi le vesti, ma se muoiono 1100 operai allora frega niente a nessuno.
Ad esempio Luana d’Orazio, nel 2023, è morta schiacciata da un macchinario al quale erano state tolte le protezioni (per produrre di più): lei è morta ed alla figlioletta, orfana, nemmeno un euro di risarcimento.

Lo ripeto, massimo rispetto per i morti, ma tutti i morti e NON solo quelli che non hanno fatto in tempo a godersi i lussi del loro rango.

