prosegue da: https://www.stadiofinale.it/il-reddito-che-manca-iiparte/
Questo racconto è tratto da “Rollback!“, scaricabile integralmente qui:
https://www.stadiofinale.it/rollback/
In questi flussi monetari e decisionali, si innesta la Commissione EU, la quale indirizza delle “domande di denaro” ai mercati.
Più o meno i termini sono questi: “voi [Stati membri] avrete bisogno di soldi e noi [Commissione EU] vi diciamo a chi chiederli”.

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1: decidono |
Le banche centrali decidono una offerta di denaro in funzione di investimenti “consigliati” |
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2: emette |
La BCE emette valuta |
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3: distribuisce |
Le banche rendono disponibile il denaro ai fondi |
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4: finanzia ospedale |
La costruzione può iniziare |
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5: interessi |
Lo Stato paga gli interessi del prestito attingendo dai contribuenti |
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6: commissioni |
I fondi pagano le commissioni alle banche intermediarie |
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7: signoraggio |
Le banche pagano la stampa della valuta |
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8: dividendi |
La BCE distribuisce i dividendi agli azionisti, cioè le banche nazionali |
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9: utili |
Le banche nazionali distribuiscono gli utili agli azionisti cioè le banche private |
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10: richiesta per RF |
La Commissione chiede di finanziare il Recovery Fund |
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11: finanzia “green” |
La Commissione finanzia delle iniziative “ambientali” |
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12: interessi |
Lo Stato versa il rimborso e gli interessi |
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13: rimborsa |
La UE rimborsa i finanziatori |
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14: commissioni |
I fondi versano delle commissioni per l’intermediazione |

IL FASCINO DEL MES
Per evitare che qualche Stato europeo (dell’eurozona) vada in default, ovvero che non paghi le scadenze del debito pubblico, è stato creato, nel 2012, il MES o “Meccanismo Europeo di Stabilità”.
FUNZIONAMENTO
I contribuenti europei versano i soldi nelle casse del loro Stato, il quale a sua volta li gira su un conto del MES, in Lussemburgo.
Ora poniamo il caso che uno Stato spendaccione (certamente uno dei PIIGS) non riesca a saldare il suo debito pubblico: in questo caso interviene la UE con il MES per coprire il mancato pagamento e dare tranquillità all’investitore (prevalentemente banche e grandi investitori).
Ovviamente lo Stato “canaglia” (finanziariamente parlando) dovrà compensare adeguatamente la UE e nel frattempo gli altri Stati dovranno rimpinguare le casse del MES.
In altre parole il MES è una sorta di assicurazione sui rimborsi del debito pubblico a carico dei cittadini.
Il fondo di dotazione del MES è di 700 miliardi di euro così ripartiti:
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Regno del Belgio |
24.339.700.000 |
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Repubblica federale di Germania |
190.024.800.000 |
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Repubblica di Estonia |
1.302.000.000 |
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Irlanda |
11.145.400.000 |
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Repubblica ellenica |
19.716.900.000 |
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Regno di Spagna |
83.325.900.000 |
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Repubblica francese |
142.701.300.000 |
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Repubblica italiana |
125.395.900.000 |
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Repubblica di Cipro |
1.373.400.000 |
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Granducato di Lussemburgo |
1.752.800.000 |
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Malta |
511.700.000 |
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Regno dei Paesi Bassi |
40.019.000.000 |
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Repubblica d’Austria |
19.483.800.000 |
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Repubblica portoghese |
17.564.400.000 |
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Repubblica di Slovenia |
2.993.200.000 |
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Repubblica slovacca |
5.768.000.000 |
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Repubblica di Finlandia |
12.581.800.000 |

NIENTE RISCHI: SIAMO BANCHIERI
Se guardiamo il MES dal punto di vista di un banchiere, allora si tratta di un “sistema” meraviglioso. Infatti il sogno di tutti i liberisti estremi (in questo caso banche ed affini) è quello di avere la certezza di utili cospicui lasciando le incertezze allo Stato. In un certo senso il liberista estremo è un ammiratore dell’economia pianificata, alla “sovietica”, nella quale il liberista starebbe al posto dello Stato, cioè prevarrebbe sempre.
Negli altri casi, di solito chi investe, sia esso un imprenditore o un finanziatore, sa che il suo capitale è soggetto al “rischio d’impresa”, cioè sa che potrebbe anche perdere tutto, però in questo caso è il debitore che paga il premio dell’assicurazione oltre a pagare il rischio (o rating).
Questa è la cuccagna degli investitori, mentre per i cittadini lo è un po’ meno.
Ma non è finita qui.
IL BUON TRATTATO
Per funzionare bene il MES ha bisogno di un buon trattato che definisca ruoli e competenze.
Cominciamo subito dall’articolo 4 comma 4:
4. In deroga al paragrafo 3, una procedura di votazione d’urgenza è utilizzata nei casi in cui la Commissione e la BCE concludono che la mancata adozione di una decisione urgente circa la concessione o l’attuazione di un’assistenza finanziaria di cui agli articoli da 13 a 18 minaccerebbe la sostenibilità economica e finanziaria della zona euro.
Quindi Il Consiglio del MES può votare o non votare, però se la decisione interessa la Commissione EU o la BCE (chissà perché sono insieme) allora potranno decidere queste ultime due (Commissione e BCE).
All’articolo 9 comma 3, secondo paragrafo abbiamo:
Allorquando sia rilevata un’eventuale carenza di fondi nelle disponibilità del MES, il direttore generale effettua tale(i) richieste di capitale quanto prima possibile al fine di garantire che il MES disponga di fondi sufficienti per onorare la totalità dei pagamenti dovuti ai creditori alla scadenza prevista. I membri del MES si impegnano incondizionatamente e irrevocabilmente a versare il capitale richiesto dal direttore generale ai sensi del presente paragrafo entro sette giorni dal ricevimento della richiesta.
Questo significa che gli Stati dovranno coprire prontamente, sine die tutte le richieste di rimborso. In pratica il MES è “progettato” per non andare mai in crisi.
All’articolo 32 commi 4, 5 e 6, viene definito:
4. I beni, le disponibilità e le proprietà del MES, ovunque si trovino e da chiunque siano detenute, non possono essere oggetto di perquisizione, sequestro, confisca, esproprio e di qualsiasi altra forma di sequestro o pignoramento derivanti da azioni esecutive, giudiziarie, amministrative o normative.
5. Gli archivi del MES e tutti i documenti appartenenti al MES o da esso detenuti sono inviolabili.
6. I locali del MES sono inviolabili.
Ciò significa che gli uffici godono di una giurisdizione superiore, il che è strano perché solitamente questo status è tipico delle rappresentanze diplomatiche e non certo di un istituto finanziario. Il termine ricorrente è “inviolabilità”, ma quale può essere la ragione per non rendere note le azioni di una “banca”?
Quali sono le ragioni per le quali il cittadino europeo deve rimanere all’oscuro dell’operato di funzionari pubblici?
CHI SONO I SOSTENITORI?
Il Meccanismo di Stabilità Europeo è stato avviato nel 2012, durante la presidenza del Consiglio di Mario Monti.
Attualmente il MES è sostenuto da: PD, Italia Viva, Alleanza Verdi Sinistra e Forza Italia. Contrari la Lega e Fratelli d’Italia.

LA LISTA DELLA COMMISSIONE
Il pensiero che la Commissione EU possa essere remotamente (e quasi segretamente) essere guidata, è un pensiero legittimo perché i fatti, le azioni della Commissione portano valore a gruppi di potere e non certo ai cittadini.
Si può anche immaginare che questa “unione europea” sia strutturata con una “base” e con il relativo “vertice”. Ovviamente sotto ci starebbe il popolo, come sempre:

l popolo elegge gli “eletti” i quali daranno la parvenza di partecipazione o di democrazia. In realtà in seno al Parlamento si creano i gruppi politici sostenuti (in tutti i modi) dai lobbisti. A loro volta i lobbisti “orientano” la Commissione la quale pone in atto le “direttive” che elités internazionali pretendono.
Basta pensare alle auto elettriche: per il cittadino medio significa dover rinunciare all’auto per carenza di risparmi, mentre, casualmente, alcuni gruppi industriali sono già pronti sul mercato.
Se guardiamo dal punto di vista operativo la Commissione EU è “programmata” per svolgere il suo lavoro secondo precisi schemi, secondo precise “indicazioni”.
Il lavoro tipico della Commissione è:
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creare una emergenza
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creare allarme
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creare disagi
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proporre soluzioni
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creare debito (per le “soluzioni”)
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far depauperare il Paese
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far comprare pezzi del Paese
-
attendere una nuova emergenza
La conferma dell’esistenza di questo schema è data dalla presenza di tre condizioni:
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costante presenza di soluzioni industriali e/o finanziarie
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controlli doganali come ai tempi pre-Shengen
-
costante abbassamento della qualità della vita (reddito, ecc.)
Nel primo caso basti pensare alla gestione dei sieri mRNA in funzione anti Covid: appena l’opinione pubblica fu abbastanza terrorizzata, casualmente diversi produttori farmaceutici avevano pronta la soluzione con tanto di etichetta “vaccino” quando in realtà era un siero.
Quanto ai controlli doganali basta fare qualche viaggio in auto da uno Stato all’altro, magari provenendo dall’Est: coda alla dogana, controllo e ricontrollo documenti e lunghe file.
Se davvero esistesse una unione europea i confini dovrebbero essere nulli, infatti per passare dalla Lombardia al Veneto non esistono stazioni di controllo.
Per quanto concerne il terzo punto, il tenore di vita, credo che vi siano anche fin troppe evidenze delle difficoltà di vivere per la maggior parte dei cittadini.
Il grafico sottostante rappresenta l’indice di povertà delle famiglie, raggruppato per numero di componenti. In questi numeri c’è tutta la truffa dell’Unione Europea e dell’euro.

La prima considerazione di fronte a questo grafico è la pressochè costante “crescita” della povertà in termini generali (per tutte le curve).
Nel dettaglio si nota che le famiglie più numerose sono quelle più esposte al disagio economico: ciò rappresenta un vile tradimento della classe politica, la quale impassibile assiste alla distruzione delle nuove generazioni e quindi dei Paesi e nel contempo versa 2,2 miliardi di euro per armare l’Ucraina.

IL CIRCUITO VIZIOSO
Per organizzare un passaggio di ricchezza dalle tasche degli italiani ad altri “operatori” è necessaria una struttura stabile ed articolata.
L’innesco è rappresentato dall’ingaggio di politici e mass-media. Questa accoppiata consente di mettere in campo una poderosa propaganda necessaria per disattivare l’esercizio di sovranità che ogni cittadino dovrebbe possedere. Il messaggio in sostanza è:
“caro italiano tu sei incapace a gestire le aziende, lascia a noi politici la ricerca del giusto partner industriale, sarà un vantaggio per tutti”.
In ogni modo, ecco un possibile circuito delle dubbie virtù:

I giornali e certi partiti “orientano” i cittadini in maniera che lo Stato possa decretare norme a favore del sistema finanziario (e bancario). A loro volta i grossi gruppi finanziari, o fondi, tramite fondazioni o “think-tanker” creano gli “argomenti” che saranno utilizzati dai politici e dai giornali.

(fine della terza parte)
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