IL REDDITO CHE MANCA – II^parte

prosegue da: https://www.stadiofinale.it/il-reddito-che-manca-iparte/

Questo racconto è tratto da “Rollback!“, scaricabile integralmente qui:
https://www.stadiofinale.it/rollback/

 


 

PER CAPIRE

Prendiamo ad esempio un lavoratore che nel 2024 guadagni 1.450 € netti per 13 mensilità. In questo esempio trascureremo la quota dei contributi e le imposte. Questo lavoratore mediamente in un mese guadagnerebbe:

per portare il potere di acquisto attuale all’anno 1980, ipotizziamo di raddoppiarlo, e quindi diventerebbe:

Gradualmente, anno su anno, lo stipendio è diminuito sino ai valori attuali.

che diventa:

Ora ragioniamo in termini di nazione: mediamente ogni anni lavoravano 25 milioni di persone. A quanto ammonta il totale degli stipendi spariti?

Ci è stata sottratta una cifra enorme: è la somma di tutti gli stipendi di tutti i lavoratori moltiplicata per quarant’anni: 9.425 miliardi di €.

Ma dove sono finiti tutti questi soldi?

 

I TRE BUCHI

Riempire un secchio bucato è difficile.

Figuriamoci un secchio dove i buchi sono addirittura tre.

Gli italiani lavoravano, faticavano, anche sotto i colpi dell’inflazione o sotto la scure del lavoro precario, ma il secchio si svuotava inesorabilmente e la loro ricchezza finiva in quei tre maledetti “buchi”:

  • Debito Pubblico indotto

  • Cessione di proprietà

  • Dipendenza Monetaria

BUCHI E SOTTOBUCHI

A ben vedere, il secchio con tre buchi diventa in realtà un colabrodo, infatti le perdite di ricchezza si “ramificano” in altri fori, quasi a sfuggire al controllo dei cittadini stessi, i quali sono gli unici in definitiva a pagare (ma anche a votare).

 

DEBITO INDOTTO

Il debito indotto è un debito che non nasce da una necessità pubblica, ma dalla convenienza del finanziatore.
Con la creazione del debito (pubblico) vengono soddisfatti due “appetiti”:

  • finanza
  • politica

Per la finanza il vantaggio è nel “vendere” di più, ovvero piazzare sulla schiena del popolo, altri interessi.
Per il politico “disinvolto”, il debito può favorire la sua immagine attraverso opere che esaltino il suo “valore” o quello del partito.

Così come nella Roma imperiale era consuetudine innalzare monumenti al sovrano vincitore, allo stesso modo oggi un “ponte sullo Stretto”10 diventa fregio del politico di turno.
Ovviamente queste opere si possono fare prendendo dei soldi a prestito, ma non è un problema perché la “garanzia” sono le braccia dei lavoratori italiani.

Dal 1980 al 2019 l’Italia ha pagato 3900 MLD di € di interessi.

Quei 3900 MLD sono una parte della ricchezza del Paese che è stata trasferita all’estero. Infatti i beneficiari non sono in Italia.
È interessante ricordare che il Governatore della Banca d’Italia, Fabio Panetta, in un suo intervento del 2024 al “Meeting” (Comunione e Liberazione), affermò che la “spesa annuale per il debito equivale quella per l’istruzione”.
Infatti nel 2022 la spesa globale per l’istruzione è stata di 79 MLD, mentre gli interessi ammontavano a 83MLD, e tale notizia fa il paio con quella dove l’Italia investe meno della media europea in formazione.

OPERE INUTILI

Spendiamo in continuo per finanziare opere inutili oppure che resteranno incompiute. In Italia c’è addirittura un “registro” regionale delle opere “a metà”: in Lombardia e Piemonte ce ne sono oltre 300, mentre a livello nazionale il numero è oltre 800.
Un Ponte sullo Stretto, una TAV e altro ancora, sono dannosi due motivi: la prima perché non sono economicamente redditizi, ma la seconda, e peggiore, è perché vengono tolti i soldi ad iniziative realmente valide.
Esiste una certa somiglianza con i “venditori di pentole”: sovente questi sollecitano all’acquisto dicendo che l’offerta è ancora per pochi giorni od ore.

Allo stesso modo il mondo politico convince i cittadini a cogliere l’occasione di usare i soldi di PNRR e SURE20 per opere necessarie o indispensabili. Sempre come nel commercio delle pentole, il politico di turno rinforza all’acquisto adducendo al fatto che qualcun’altro potrebbe accaparrarsi il finanziamento.
Alla fine il popolo, esausto ed intontito, accetta di indebitarsi convinto di fare un affare.

 

CESSIONE PROPRIETÀ

Sono state cedute o meglio “perse”, aziende pubbliche ed anche private. Per quelle pubbliche c’è stata la “privatizzazione”, mentre per le aziende private c’è stata la “globalizzazione”.
In entrambi i casi le aziende sono state acquisite da operatori esteri o comunque collegati all’estero.

Oltre alla perdita di governo delle aziende, dovuta alla nuova proprietà, vi è un secondo aspetto negativo: la perdita della filiera e quindi un danno a tutte le aziende legate alla fornitura. Normalmente la nuova proprietà, anche per economie di scala, preferisce affidarsi ai suoi soliti fornitori piuttosto che a quelli legati al nuovo “acquisto”.

Negli ultimi anni sono passati di mano:

MARCHIO

SETTORE

PAESE

PROPRIETARIO

Ansaldo Breda

meccanica

Giappone

Hitachi

Bottega Veneta

cosmetici

Francia

Kering

Brioni

moda

Francia

Kering

Buccellati

oreficeria

Svizzera

Richemont

Bulgari

oreficeria

Francia

LVMH

Cademartori

alimentare

Francia

Lactalis

Carapelli

alimentare

Spagna

Deoleo

Cirio-Bertolli-De Rica

alimentare

Spagna

Deoleo

Dodo

oreficeria

Francia

Kering

Emilio Pucci

moda

Francia

LVMH

Fendi

moda

Francia

LVMH

Ferrè

moda

Emirati Arabi

Paris Group

Ferretti

moda

Cina

Shandong Heavy Industry-Weichai Group

Fiorucci

moda

Gran Bretagna

Schaeffer

Friol

alimentare

Spagna

Deoleo

Galbani

alimentare

Francia

Lactalis

Garofalo

alimentare

Spagna

Ebro Foods

Gucci

moda

Francia

Kering

Invernizzi

alimentare

Francia

Lactalis

Italo

trasporti

USA

Global Infrastructure Partners III

Krizia

moda

Cina

Marisfrolg Fashion Co.

La Rinascente

gdo

Thailandia

Central Group of Companies

Lamborghini

auto

Germania

Volkswagen

Locatelli

alimentare

Francia

Lactalis

Loro Piana

moda

Francia

LVMH

Magneti Marelli

elettronica

Giappone

Calsonic Kansel

Parmalat

alimentare

Francia

Lactalis

Pernigotti

dolciumi

Turchia

Toksoz

Pomellato

oreficeria

Francia

Kering

Richard Ginori

moda

Francia

Kering

Safilo

moda

Olanda

HAL Holding N.V.

Sasso

alimentare

Spagna

Deoleo

Sergio Tacchini

moda

Cina

Hembly International

Sperlari

dolciumi

Germania

Katjes International Gmbh

Valentino

moda

Qatar

Mayhoola Investments

Versace 

moda

USA

Michael Kors

DIPENDENZA MONETARIA

L’argomento è ampio, ma proviamo a sintetizzare.

Primo concetto basilare: il miglioramento continuo.

Così come un padre desidera per i figli un futuro migliore, allo stesso modo un’azienda cerca di aumentare il suo fatturato e ancora uno Stato cerca di elevare il tenore di vita dei suoi cittadini.

Secondo concetto: gli investimenti migliorano e le spese mantengono.

Terzo ed ultimo: le spese sono spese e gli investimenti sono investimenti.

Immaginiamo i flussi per la costruzione di un nuovo ospedale.

Partiamo dalla situazione pre-euro, ovvero ai tempi della Lira:

1: nuovo ospedale

Lo Stato decide di costruire un nuovo ospedale e chiede i soldi al Tesoro

2: vende BOT

Il Tesoro vende dei titoli alla Banca Nazionale

3: fornisce Lire

La Banca finanzia il Tesoro

4: finanzia ospedale

Il Tesoro fornisce il denaro allo Stato per realizzar el’ospedale

5: tasse

Lo Stato recupera dai cittadini i fondi per ripagare il debito

6:paga interessi

Il Tesoro paga gli interessi agli investotori (banche, ecc.)

7: utili

La Banca nazionale divide gli utilicon i suoi azionisti.

In pratica lo Stato decideva di costruire un nuovo ospedale e chiedeva i soldi al Tesoro, il quale emetteva titoli per scambiarli sul mercato. Il mercato era costituito da investitori e dalle banche stesse. Quindi con la Lira lo Stato sostanzialmente si “indebitava” con sé stesso, salvo dare una quota degli interessi pagati a delle banche private.

Rimane un particolare non di poco conto: la Banca d’Italia non è di proprietà degli italiani, ma bensì appartiene prevalentemente ad altre banche private.

Diciamo che il nome non corrisponde alla realtà, un po’ come se il pomodoro di Pachino lo coltivassero a Trieste.

Con l’euro lo schema precedente, quello sulla Lira, viene modificato su diversi passaggi:

In questo caso, il punto di avvio è “la pianificazione” cioè il punto “1”. Ecco, per esempio, come si può realizzare un nuovo ospedale:

1: decidono

Le banche centrali decidono una offerta di denaro in funzione di investimenti “consigliati”

2: emette

La BCE emette valuta

3: distribuisce

Le banche rendono disponibile il denaro ai fondi

4: finanzia ospedale

La costruzione può iniziare

5: interessi

Lo Stato paga gli interessi del prestito attingendo dai contribuenti

6: commissioni

I fondi pagano le commissioni alle banche intermediarie

7: signoraggio

Le banche pagano la stampa della valuta

8: dividendi

La BCE distribuisce i dividendi agli azionisti, cioè le banche nazionali

9: utili

Le banche nazionali distribuiscono gli utili agli azionisti cioè le banche private

 

In sostanza le banche centrali decidono una offerta di denaro in funzione di investimenti “consigliati”. Questi investimenti possono essere, ad esempio, l’ammodernamento del parco auto oppure la ricerca di nuove fonti energetiche.

Un primo confronto: con la Lira la richiesta di investimenti partiva direttamente “dal territorio”: cittadini e partiti e non un ente ”esterno”.

Dopo il Covid-19 è stata introdotta una variante: l’innesto diretto della Commissione UE.

Prendiamo ad esempio il Recovery Fund, da cui deriva il PNRR.

In questi flussi monetari e decisionali, si innesta la Commissione EU la quale indirizza delle “domande di denaro” ai mercati.

Più o meno i termini sono questi: “voi [Stati membri] avrete bisogno di soldi e noi [Commissione EU] vi diciamo a chi chiederli”.

(fine della seconda parte)


successiva: https://www.stadiofinale.it/il-reddito-che-manca-iiiparte/

precedente: https://www.stadiofinale.it/il-reddito-che-manca-iparte

Questo racconto è tratto da “Rollback!“, scaricabile integralmente qui:
https://www.stadiofinale.it/rollback/

wp_12994621

Learn More →

Lascia un commento