“Paese meraviglioso” così dicono i Benetton anche dopo l’inconveniente del “Ponte Morandi” a Genova.

Rimanendo nelle ex repubbliche marinare, passiamo a Venezia: lì succede che uno corre, si accascia e muore. Morto a Venezia e forse la sua morte incrementerà il triste conteggio di chi muore sul lavoro: da oltre un decennio siamo a 1100 morti all’anno e quindi ora siamo a 1101.
Il Paese è un “Paese meraviglioso” perchè anche questa volta è riuscito (il Paese) a sorprendere il mondo, ecco come.
Il tizio che corre , si accascia e poi muore è un ladro o meglio, un borseggiatore (anglofonamente un pick-pocket”). Nel suo settore d’attività ha una posizione di rilievo tanto da essere definito un “borseggiatore storico”, un po’ come i “Mori dell’orologio”, ognuno con la sua storia.

Mika, questo il nom de plume del ladro (al secolo Sorin Marian Postolache) ha anche lui la “sua” storia: partito dalla Romania è approdato a Venezia dove dopo una breve formazione è passato ad esercitare la sua “professione” di “animatore turistico”: dobbiamo infatti capire che in questi anni è cambiato lo spirito del turista, una volta il bravo turista sapeva usare l’esposimetro della macchina fotografica per fare delle eccellenti foto da far ammirare a parenti ed amici, ma oggi invece al ritorno da un viaggio si può raccontare di essere riusciti a superare la “prova borseggio” ovvero di non essere stati derubati per strada.
MIKA NON É SOLO
Stando alle cronache (il Corriere)
Attorno alle 11.30 Mika era stato visto borseggiare ai Frari con altri due complici (peraltro alle vittime erano stati sottratti anche dei farmaci salvavita), poi ci sarebbe stato un confronto verbale a San Marco, quindi quello alle Zattere…
quindi nella sua professione di ladro, Mika è coadiuvato da altri due colleghi, altri due specialisti, stranieri anche loro perchè purtroppo gli italiani rifiutano “certi” lavori e c’è sempre carenza di personale.
Poi dopo il decesso, arriva la moglie a protestare perchè qualcuno avrebbe il ucciso o favorito la morte del suo compagno (si spera compagno di vita e non di malaffare).
In altre parole la consorte invece che stare zitta con un po’ di vergogna si erge a vittima di un “sistema” perseguita i ladri, come se già non bastassero le “ronde” di cittadini antiborseggiatori e gli youtubers a rendere difficile il borseggio.
Sempre secondo la signora (sono indeciso se mettere o meno le virgolette) il suo valoroso compagno sarebbe morto d’infarto a causa dello stress per la fuga e per non essere individuato dalle “ronde di cittadini”: c’è da scommettere che qualcuno la appoggerà, perchè un conto è un operaio che muore schiacciato da una trave in un qualsiasi cantiere del trevigiano ed un conto morire di cuore a Venezia, alle “zattere”. Vuoi mettere? E poi ci sono i risarcimenti…

POTERE FALLITO
Tra i diversi fallimenti in Italia abbiamo anche il fallimento della Giustizia nei casi di flagranza di reato. Capisco la difficoltà a trovare un colpevole svolgendo complesse indagini, ma quando uno viene “pizzicato” a rubare non ci dovrebbero essere grandi problemi: se straniero rimborsa le vittime (anche su base statistica) e una volta saldato il conto viene messo nella catapulta e lanciato nel suo bel Paese col divieto a ritornarci. Se invece è italiano, dopo aver risarcito adeguatamente le vittime viene messo in osservazione: se compie altre due altre un furto si prende vent’anni (senza sconticini vari). L’alternativa sarebbe il taglio della mano, ma in noi è prevalente lo spirito umanitario.
Non dovrebbe essere difficile…
LA CHIAMANO RIFORMA CARTABIA
Mentre il ladro ruba la Cartabia, nel senso di ex-ministro, riforma alcuni articoli del Codice Penale in maniera da rendere infernale la vita ai cittadini. Non scherzo, per la serafica Cartabia (dal Corriere):
il borseggio è procedibile solo a querela di parte e se il derubato non si presenta a processo la querela si considera rimessa. Ora, le vittime sono per lo più straniere e all’udienza non vengono quasi mai. E quindi non ci sono processi e non ci sono condanne», aggiunge il suo vice, Gianni Frazoi, che vorrebbe la procedibilità d’ufficio.
Mi domando: ma come si può chiamare “riforma” una “cavolata” dove il cittadino onesto viene ancora di più vessato? Il cittadino derubato non ha sempre tutto il tempo per fare una bella denuncia da tre ore di caserma. Il cittadino onesto deve correre a lavoro perchè non rubando è “costretto” a lavorare, “Cara Cartabia”: è bello fare le leggi ed avere la scorta , la sottoscorta, lo stuolo di segretari, sottosegretari e commessi vari: qui non siamo tutti nobili, c’è ancora qualcuno che per lavorare deve sudare.

QUATTRO CONTI
In un anno a Venezia vengono ritrovati circa 3000 portafogli/borse e ipotizziamo un 20% di portafogli non vengano mai ritrovati:
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siccome a Venezia uno arriva con una buona parte di contante, poniamo che la disponibilità media di contante e prelievo (ATM) sia di 2000 €, allora il valore totale sarà di:
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e non parliamo del disagio per la perdita di documenti, telefonate , call-center ecc.
ED ORA IN PARADISO
Ed ora diamo un piccolo consiglio:
“Mika, ora che sei in Paradiso vedi di non cadere in tentazione per rubare: lì chi ruba lo menano di brutto, non come qui…”
Per il resto riposa in pace.
.https://www.dcnews.it/2026/08/29/scippatore-morto-dinfarto-durante-la-fuga-la-moglie-ha-denunciato-chi-lo-stava-inseguendo-presentando-un-esposto-in-procura/
.https://www.corriere.it/cronache/25_luglio_15/venezia-ladri-bambini-portafogli-9af88983-3806-4f84-ae1c-3b48eca11xlk.shtml
