Argo-16, le stragi ed Israele – quarta parte

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LE RELAZIONI

Il 23 novembre 1973 ARGO-16 cade, o meglio: lo fanno cadere. Nel corso delle indagini emergono nomi, organizzazioni e Stati che difficilmente si sarebbero potuti immaginare, quindi involontariamente la Strage di Mestre mette in chiaro alcune attività e relazioni di servizi segreti. Piccola nota tecnica: la sigla “ELE” indica lo Stato di Israele, ed è la notazione solitamente presente negli appunti riservati.

ELE ED ORDINE NUOVO

L’organizzazione “Ordine Nuovo” nasce nel 1956, dopo il congresso di Milano del Movimento Sociale Italiano, per «movimento rivoluzionario al di fuori degli schemi triti e vincolanti dei partiti...». Ordine Nuovo è tanto rivoluzionario che comincia presto, per gradire, con la strage di Piazza Fontana a Milano, nel dicembre del 1969.

A Venezia abitano Foa ed Alzetta. Sono agenti del MOSSAD che si occupano, tra l’altro, di reclutare attivisti di estrema destra: diversi ordinovisti veneti vengono difatti inviati in Israele per essere addestrati alle armi.

Molti legami tra Ordine Nuovo e servizi israeliani sono raccontati da un “collaboratore di giustizia”: Martino Siciliano. In particolare il Siciliano racconta che subito dopo la caduta di ARGO-16 tra la base di Ordine Nuovo girava voce che fosse opera del MOSSAD e su tale argomento la base propose una discussione, tuttavia i vertici di Ordine Nuovo bloccarono l’iniziativa adducendo motivi di opportunità, ma di quale “opportunità” si trattasse non lo si è mai venuto a sapere [stf/ag16/3/p4].

Addirittura il Siciliano dichiara che in Veneto esiste “un’alleanza operativa tra Ordine Nuovo e alcuni esponenti dei Servizi di Sicurezza Israeliani” [stf/ag16/3/p4].

All’interno di Ordine Nuovo era attivo anche Carlo Digilio, veneziano, il quale conferma circa:

l’impiego di estremisti di destra, appartenenti al gruppo veneto di O.N., fatto dai Servizi di Israele per il tramite di referenti allocati nel veneziano i quali avevano provveduto all’aggancio e all’addestramento di molti di essi sia in Israele che in territorio estero” [stf/ag16/3/p2].

Per quanto riguarda i siti di addestramento, non si tratta solo di Israele, ma il MOSSAD utilizza anche strutture in Italia segno che “qualcuno” era in grado di “coprire” queste attività.

Sempre il Digilio racconta:

Ricordo in particolare che venni a sapere, all’incirca nel 1975 da Marcello Soffiati, che fu propria il Maggi ad indirizzare, nelle vallate del Bergamasco, dove esistevano case diroccate ed abbandonate, un gruppo di giovani di Ordine Nuovo che doveva effettuare esercitazioni a fuoco con armamento vario procurato agli stessi dal MOSSAD, che aveva ingaggiato i predetti come “mercenari” al fine di creare un esperto gruppo di fuoco Cristiano Maronita da inviare segretamente, ai fini operativi, nella Valle della Bekaa in Libano con funzioni di Commando antipalestinese”.

Tra questi giovani da “educare” alle armi, c’è anche Gianfranco Bertoli: l’autore della strage della questura di Milano del 17 maggio 1973. Bertoli compirà la strage con delle bombe a mano del tipo “srcm” o “ananas”. È Sergio Minetto, agente CIA operativo a Verona tra la fine degli anni ’60 e l’inizio degli anni ’70, che procura a Gianfranco Bertoli le bombe a mano [stf/ag16/CSW/80].

Per la Commissione Stragi i rapporti di Bertoli ed Israele sono lampanti:

È evidente, dunque, che Bertoli non è solo un informatore dei nostri servizi di sicurezza, ma è molto probabilmente anche un agente (informatore o operativo, non è dato conoscere) del servizio segreto israeliano.” [stf/ag16/CSW/p238].

Sempre la Commissione Stragi, individua un “filo” che unisce ben tre servizi segreti di altrettanti Paesi:

l’attentato davanti alla Questura di Milano, vittima predestinata il ministro dell’interno Rumor. Sapevano i Servizi italiani, quelli israeliani e quelli statunitensi, ma nessuno fece nulla per impedire la morte di quattro persone innocenti e il ferimento di oltre quaranta.” [stf/ag16/CSW/p240].

Su questo punto ci sarebbe anche l’art. 40 del Codice Penale il quale stabilisce che:

non impedire un evento che si ha l’obbligo giuridico di impedire equivale a cagionarlo (Art. 40, comma 2)”.

Ci vuole pazienza, molta.

Con l’ordinanza del 15 marzo 1997 che il giudice Mastelloni evidenzia i rapporti tra estrema destra (non quella da corteo, per capirci) e i servizi israeliani:

rilevato, peraltro, che già fu attinto presso il Ministero dell’Interno fascicolo relativo all’estremista di destra Poltronieri Sergio Tazio definito come persona in collegamento con i Servizi di Sicurezza Israeliani, dato questo corposamente avvalorato da recenti emergenze processuali pertinenti all’aggancio e utilizzo di elementi di Ordine Nuovo da parte di Servizi Israeliani per azioni di guerriglia all’estero.” [stf/ag16/2/p910]

Ordine Nuovo riceve munizioni dalla NATO/FTASE e riceve addestramento da Israele.

Vi sarebbe la “storiella” secondo la quale Israele cercava dei mercenari per controllare i palestinesi, ma è una menzogna: per motivi economici e giudiziari, Israele poteva rivolgersi verso altri paesi, per esempio il sudamerica. La stragrande parte della popolazione sudamericana è: cristiana, neolatina, costa poco e molte persone erano anticomuniste: bastava che chiedessero una mano a Pinochet.


In realtà Israele doveva creare una milizia affidabile in grado di compiere stragi oppure omicidi mirati in maniera da poter influenzare l’opinione pubblica ed evitare quindi che i politici appoggiassero degli Stati ostili. Insomma, l’unica “democrazia” da esportare può essere solo americana o israeliana.

ELE sapeva che Ordine Nuovo era una struttura terroristica perché qualsiasi servizio segreto, prima di ingaggiare qualcuno lo “studia”, incluso il suo passato e le sue passioni. Questo criterio selettivo è la regola numero uno nel reclutamento nei servizi segreti di tutto il mondo. È lo stesso criterio che utilizza la Mafia per reclutare gli uomini d’onore. Figuriamoci se il MOSSAD poteva derogare a questa regola. Impossibile.

 

CIA E LE LOBBY

La “comunità”, così come la chiamava Cliff Robertson nel film “i tre giorni del condor” è la CIA.

La CIA in sostanza è la struttura che garantisce le risorse planetarie alla finanza americana e contemporaneamente a quella israeliana.

Le lobby delle principali risorse, ovvero petrolio, minerali ed alimentazione, controllano e dirigono le operazioni della CIA, mascherando tali attività come filantropiche sempre in tono anticomunista.

Lo slogan è “libertà e democrazia”, due valori certamente fondamentali sui quali chiunque sarebbe d’accordo.

Associato alla libertà vi è poi il liberismo, tanto propagandato come toccasana per l’economia, ma in realtà è la cessione di sovranità e diritti alle multinazionali americane e ricche di CEO col passaporto israeliano. Per vedere l’inganno del liberismo basterebbe pensare al Sudamerica, ricco di risorse: anche durante il dominio della CIA la miseria ed il terrore regnavano sovrani, segno che la “democrazia esportata” non sempre dà buoni frutti.

In un passaggio, Mastelloni rileva:

Armi, petrolio e il nucleare (cfr. parag. Aviano) costituivano i terminali di quella politica che fingeva di articolarsi contraddittoriamente ma che in realtà si muoveva sotto l’unica piattaforma garantita dalla obbligata coerenza alla strategia occidentale del dopoguerra i cui dettami provenivano dagli USA [stf/ag16/1/p123].

Poniamo che un nuovo produttore di auto elettriche abbia delle difficoltà di approvvigionamento per alcuni minerali, magari il litio e poniamo che un altro paese abbia il minerale richiesto, ma con un governo ostile a quello USA. Basterà interessare un “canale” della “Comunità” il quale attiverà una opportuna milizia, o qualche rivolta popolare, e facilmente il problema terminerà con la caduta del governo. Il passo successivo sarà un vantaggioso contratto di sfruttamento delle miniere di litio per una durata di un secolo ad una “pipa di tabacco”.

Poi ci sono le vie semi-diplomatiche: nel 2021 ed anche nel 2025, l’ONU ha votato una risoluzione che dichiarava il cibo “diritto per l’umanità”. Chi poteva votare contro? Nessuno, verrebbe da dire, infatti votarono contro solo due paesi: USA e Israele. La giustificazione addotta dai sionisti è paradossale (ma oramai siamo abituati a questi figuri): non volevano che il cibo diventasse una “questione politica”. Trovate voi il senso, io ci rinuncio.

 

ELE E LE LOBBY

In un certo senso ELE è la “centrale” delle lobby, almeno di quelle che contano i più.

La concentrazione di aziende e nomi che sono “legati” ad Israele è impressionante e tocca ogni settore, dai prodotti ai servizi, in particolare la finanza e i mass-media sono fortemente presidiati dagli “amici” di Israele.

Per Israele i mass-media sono il veicolo per mantenere alto il livello propagandistico ed evitare che altre voci dissidenti, possano eventualmente infastidire.

Meno palpabile, ma non minore è la presenza ELE nelle nuove tecnologie: dai sistemi operativi alla microelettronica passando dalle telecomunicazioni.

Sicuramente è poco nota l’attività di ELE nella progettazione e mantenimento delle reti di comunicazione, ma forse è meglio riformulare: ELE ha le “chiavi” di accesso agli apparati di rete quali router, DSLAM. ecc. utilizzate da diverse TELCO italiane. Forse così rende meglio la situazione.

Altri riferimenti sono riportati in “From economy of occupation to economy of genocide, Francesca Albanese (2025)”.

In rete è reperibile una lunga lista di personaggi della finanza e dell’imprenditoria in qualche modo “affini” ad Israele: https://en.wikipedia.org/wiki/List_of_Jewish_American_businesspeople , qui di seguito un estratto per solo due settori: servizi finanziari e media.

Servizi finanziari:

Abby Joseph Cohen

Consigliere a Goldman-Sachs

Alan Greenspan

Ex direttore della FED, cofondatore di Townsend-Greenspan & Co. e Greenspan Associates

Alfred S. Bloomingdale

Cofondatore di Diners Club International

Alfred S. Hart

Fondatore di City National Bank

Allen Weisselberg

Direttore finanziario di Trump Organization

Andrew Fastow

Ex direttore finanziario di Enron

David M. Rubenstein

Cofondatore di The Carlyle Group (altri soci: famiglia Bush e Osama Bin Laden)

David René de Rothschild

Banchiere, amministratore di Rothschild & Co; membro della famiglia Rothschild

George R. Roberts

Cofondatore di KKR

Jacob A. Frenkel

Consigliere di JPMorgan Chase International

Jerome Kohlberg Jr.

Cofondatore di KKR, fondatore di Kohlberg & Company

Laurence D. Fink

Cofondatore di Blackrock, il più grande gestore patrimoniale al mondo

Lloyd C. Blankfein

Ex amministratore di Goldman-Sachs

Marcus Goldman

Fondatore di Goldman-Sachs; membro della famiglia Goldman-Sachs

Robert S. Kapito

Cofondatore di Blackrock

TV e giornali

Adam Aron

Amministratore di AMC Entertainment Holdings

Adolph Zukor

Cofondatore di Paramount Pictures

Alan F. Horn

Direttore di Walt Disney Studios, ex presidente di Warner Bros.

Albert Warner

Cofondatore di Warner Bros. (WB)

Amy Pascal

Ex direttore di Sony Pictures Entertainment

Bob Greenblatt

Ex amministratoredi NBC Entertainment e WarnerMedia

Bob Iger

Amministratore di Walt Disney Company

David Rhodes

Ex presidente di CBS News, ex direttore di Bloomberg Television North America

David Sarnoff

Ex general manager di RCA

George Sidney

Cofondatore di Hanna-Barbera Productions, Inc.

Harry E. Sloan

Ex anniistratore di Metro-Goldwyn-Mayer e SBS Broadcasting Group

Louis B. Mayer

Cofondatore di Metro-Goldwyn-Mayer (MGM)

Marcus Loew

Cofondatore di Metro-Goldwyn-Mayer

Martin Goodman

Fondatore diTimely Publications (Marvel Comics)

Steve Ross

Fondatore di Time Warner

 

LA RETE ITALIANA

Se consideriamo che l’Italia non possiede ne petrolio e nemmeno minerali in teoria dovremmo pensare di essere fuori dagli interessi della “Comunità” e di ELE. Tra le particolarità italiane vi sarebbe il cibo, ma il problema non è il cabernet o la mozzarella di bufala. Insomma l’Italia dovrebbe essere al centro solo per le contese gastronomiche.

In realtà quello che interessa dell’Italia è la sua posizione geografica ovvero quella di essere “una portaerei sul Mediterraneo” in grado di controllare il flusso di petrolio e comunque di mantenere la “necessaria” pressione sui paesi dell’area mediterranea.

In altre parole l’Italia è importante dal punto di vista “logistico”, il che non è di poco conto perché le guerre vengono vinte grazie alla logistica e non solo dai cannoni (che se rimangono senza munizioni diventano inutili).

ELE è interessato alle materie prime e “delega” la “Comunità” circa l’approvvigionamento. A sua volta la CIA, tramite NATO, Mafia e NeoFasci agiscono sul Paese, mentre in parallelo alla CIA, Israele utilizza i NeoFasci. La pressione “coordinata” di Mafia e NeoFasci (oltre ad interventi diretti di ELE) permettono di mantenere la politica italiana china ai voleri della “Comunità” e quindi di ELE.

Questo quadro può essere così riassunto:

 

Una ampia visione sui servizi e i sui Paesi è riportata da Mastelloni:

Fu questo clima di coltivazione occulta e permanente negli anni Sessanta e Settanta di una metodologia richiamantesi alla guerra psicologica che costituì l‘alveo ove dilatò la cd strategia della tensione all’interno della quale si coniugarono, in un quadro prospettico comune, una cultura militare unidirezionale e spregiudicata e la operatività di strutture eversive di destra costituenti l‘interfaccia occulta dei Servizi di sicurezza italiani e alleati, segnatamente quelli americani, militari e di Ambasciata, supportati in talune specifiche vicende dai Servizi di sicurezza israeliani. [stf/ag16/3/963]

rimarrebbe da aggiungere, ma non poteva essere inserito nella sentenza, che la politica estera degli USA è, nei fatti, gestita da Israele e quindi è Israele stesso il dominus, e non un mero occasionale utilizzatore del terrorismo.

LE ETERNE VITTIME

Israele ed il sionismo. I confini di Israele sono virtuali: in teoria ogni “avamposto” sionista è terra di Israele. In Italia la presenza sionista è consistente, sempre pronti alla “lamentazione” perché non vengono abbastanza privilegiati. Pare che gli unici a tribolare sulla Terra siano proprio i sionisti.

Capita che IDF, l’esercito sionista, spari colpi di cannone contro una guarnigione italiana in Libano (2025). Un ministro normale convoca l’ambasciatore israeliano per le rimostranze di rito, e Crosetto, bisogna riconoscerlo, fece proprio questo, ma per il sionista tutto è lecito e non può esistere critica. Ecco quindi Crosetto denigrato perché per tutelare i soldati italiani sarebbe diventato un “islamista” (fermo restando che non è chiaro dove sia la vergogna ad essere “islamista”).

Siccome il sionismo è “contiguo” alla Mafia, esso ne ha prontamente recepito i “velati” metodi. Ecco una sottile minaccia ai soldati italiani che osano rimanere in Libano (nuova provincia de facto israeliana) :

Un sionista viene assassinato e questo per Israele è intollerabile perché gli omicidi possono essere fatti solo da Israele e non da altri.

Insomma se “altri” uccidono un israeliano sono dei “bastardi da eliminare”, ma se la stessa cosa la fa Israele, magari verso un palestinese, allora tutto va bene. E poi i sionisti parlano di “giustizia”.

Israele è l’unica “democrazia” nel Mediterraneo, anzi sulla Terra tutta. Succede che ci sia una strage di palestinesi affamati che erano in fila per un pezzo di pane.

Siccome Israele, assieme agli USA, ha votato contro il “diritto al cibo” (cfr par. precedenti) ecco che la strage per i sionisti è un “atto dovuto”, ma capita che in una chat sionista qualcuno manifesti un leggero disappunto. Rapida è la risposta: il commentatore inopportuno viene prima ripreso e poi bannato. Amen.

L’ipocrisia e il suprematismo sono le caratteristiche che i sionisti manifestano ogni giorno, ma stranamente, e lo ripeto, stranamente su questi comportamenti non si vedono critiche, ma servile devozione.

RIASSUMENDO

Un piccolo stato che comanda una superpotenza.

Sarebbe come se un paio di villaggi veneti nel 100 d.C. avessero potuto influenzare la politica estera dell’Impero Romano. Impossibile.

Le stragi in Italia sono anche “opera” di Israele perché è Israele che influenza la politica USA, e di conseguenza l’Italia, ma vi è anche la presenza diretta di Israele sempre attenta che la “servitù” svolga i compiti a lei (servitù) assegnati.

In generale Israele e USA utilizzano (e “favoriscono”) il terrorismo come strumento di pressione verso i paesi “satelliti”.

ARGO-16 è stato manomesso, questo è certo, perché gli italiani non avevano obbedito ad ELE, o meglio, perchè l’Italia non può avere una politica estera autonoma che possa pregiudicare il dominio sulle risorse per il “duo” USA&ELE.

Su un altro versante i politici ed i mass-media italiani appoggiano Israele con una sospetta determinazione. È strano, ma possiamo immaginare che lo facciano per il timore di ritorsioni. Se così non fosse saremmo dinanzi al tradimento della nazione.

Per anni, i politici ed i mass-media ci hanno fatto credere che Israele potesse sparire per mano violenta del terrorismo, ma non ci siamo accorti che quella mano violenta era in realtà israeliana, la quale colpiva chiunque si opponesse alla sua egemonia.

 

 


 

Argo-16, le stragi ed Israele – prima parte

Argo-16, le stragi ed Israele – seconda parte

 

Argo-16, le stragi ed Israele – terza parte

Argo-16, le stragi ed Israele – quarta parte

Blocco navale di Gaza e Palmer

 

 

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