Il pelan-drone

Lavorare stanca diceva Cesare Pavese, così come “viaggiare stanca” forse pensato dalla Meloni mentre stancamente scendeva dall’ennesima scaletta dell’aereo (quello nuovo, e non quello di Renzi, che invece è li fermo per far crescere il luppolo).

CONTROLLARE I BARCONI

In Italia arrivano sempre i barconi dei migranti, oppure arrivano le navi delle ONG che fanno il doppio salvataggio:

  • salvano (spesso) dei nerboruti migranti
  • salvano i bilanci delle ONG ed associazioni associate

ma non è un lavoro facile, ed oltre tutto, tra le varie cose l’Europa vuole che sia fatto bene e quindi ci impose di migliorare la qualità del servizio di avvistamento e controllo del mare. Ovviamente con i nostri soldi o tutt’al più con un prestito BCE, a rate, e così uno paga un po’ alla volta e nemmeno se ne accorge. É la bellezza del “debito”.

 

METTI IN CONTO…

Dovendo risolvere il problema del controllo dei mari, l’Italia evitò argutamente di rivolgersi alla nostrana Piaggio Aerospace (che stava lavorando ad un drone italiano), ma il nostro Stato Maggiore nel 2008 scelse la General Atomics per il suo drone MQ-9A, anzi, ne scelsero quattro (“…che poi non si dica che noi provinciali siamo tirati…“), ma che dico quattro: altri due. E fanno sei.

 

…che non si dica che noi provinciali …

 

Per ordinare questi droni e per non fare la solita figura dei pidocchiosi, i nostri “alti gradi” vollero fare le cose in grande: interni in pelle, autoradio estraibile, antifurto MED ed ovviamente, vernice metallizzata.

Non è ancora tutto: per stare tranquilli la nostra Aeronautica comprò un pacchetto di assistenza per cinque anni in maniera che i tagliandi li facesse sempre il concessionario della casa madre e non il solito meccanico sotto casa.

Totale? Un affare: 330 milioni di euro, già nel 2009, durante il governo Monti, quello che doveva “fare presto”.

 \frac{Totale_{spesa}}{Numero_{droni}}= \frac {330000000}{6}= 55000000

Quindi ogni apparecchio ci è costato 55 milioni di euro.

E così dal 2010 i nostri bravi droni solcano i cieli i cerca di scafisti e disperati vari che solcano le acque del Mediterraneo cercando di arrivare in Italia per dare una mano alla Lega, la quale senza migranti sarebbe costretta a mandare a lavorare i suoi pregiati “vertici”.

 

STANCO, OCCASIONE

Tutti col tempo avanzano di carriera, passano ad altre mansioni più prestigiose o visibili. Tra questi  c’era anche un drone MQ-9A il quale si rivolse al comandante dicendogli che era stufo di girare, dal 2010, sul cielo di Pantelleria a scrutare il solito mare: che ci mandasse un altro drone, magari uno turco.

Detto e fatto: il comandante accogliendo il desiderio del drone lo inviò in vacanza a Kuwait, ad Ali Al Salem, in un resort di un suo zio americano: aria salubre, kerosene bello fresco appena pompato e una bella vista sul deserto.

 

QUELLI RIMASTI

Nel frattempo, mentre il drone a Kuwait si rilassava, i suoi compagni d’arma mormoravano su di lui, dicendo che era un drone scansafatiche, uno di quelli che appena può si imbosca per evitare le corvée. Tra l’altro adesso, essendo rimasti in cinque, i turni di lavoro erano diventati più pesanti riducendo i tempi di riposo.

 

 

UN BRUTTO GIORNO

Ogni giorno porta il suo affanno e un brutto giorno i sionisti bombardano gli iraniani. Gli americani aiutano i sionisti, i kuwaitiani aiutano gli americani e quindi gli iraniani si incazzano con i kuwaitiani. Logico.

Per far capire che erano arrabbiati gli iraniani mandano il classico missile che nessuno può fermare: gli americani della base kuwaitiana vedono cadere il razzo proprio sull’hangar del drone italiano in vacanza: boom!

STATO MAGGIORE

Il giorno stesso l’Aeronautica Militare Italiana comunica ai contribuenti italiani che il drone ospitato dallo zio, è stato “rotto” da un missile iraniano. Sfiga.

Sempre l’Aeronautica comunica, ai soliti contribuenti italiani, che con la distruzione del drone i cittadini hanno perso oltre 30 milioni di euro. L’aspetto positivo è che non dovranno più pagare l’albergo ai meccanici americani quando arrivano per le manutenzioni periodiche. Piuttosto che niente.

 

MORALE INTERMEDIA

La storia del drone MQ-9A dovrebbe essere da monito per tutti gli altri droni: è meglio lavorare con serenità vicino casa piuttosto che pretendere vacanze esotiche, negli alberghi dello zio, fare il pelan-drone non rende.

 

DOMANDE LATERALI

Ma cosa ci faceva un drone italiano in una base americana nel territorio kuwaitiano?

Era difficile immaginare che gli iraniani (incazzati) avrebbero colpito le basi americane della zona?

Chi ha autorizzato l’invio di un mezzo militare italiano in un teatro di guerra?

PREZZO DI LISTINO

Abbiamo capito, stando alla matematica, che un drone ci costa 55 milioni, però per fare bella figura ci dicono 30 (sempre milioni).

Vorrei capire come può costare 30 milioni (e rimango basso) un apparecchio senza pilota (UAV) con motore turboelica da 1000 CV progettato negli anni ’60 (ai tempi di Little Tony, Rita Pavone, ecc.).

Il listino americano dice che il prezzo base è di 10 milioni di dollari e contiene: radar (SAR), infrarossi, radio scanner e diversi sensore ed apparati ottici, quindi, per fare la differenza di 20 milioni cosa è stato aggiunto?  Il volante col pelo ed un blister completo di “Arbre Magique“?

 

 

MORALE FINALE

L’Italia acquista materiale americano a prezzi “drogati”. Lo stesso materiale lo mettiamo a disposizione degli americani e nel frattempo ci infiliamo in uno dei tanti guai che gli americani si cercano in giro per il mondo. Quando qualcuno s’incazza, e distrugge un nostro aereo, allora protestiamo perchè l’Italia non è parte del conflitto, ma è un errore: l’Italia è serva degli USA perchè gli schiavi almeno possono dire di essere obbligati, noi no.

E adesso chi paga il danno? Quei 30 milioni di drone appartenevano al Popolo italiano e sono stati sperperati. Con quei soldi ci si poteva comprare la carta igienica per le scuole, ma evidentemente chi governa usa altri metodi per “pulirsi”.

Usano molto la lingua ed allora dovrebbero dire che c’è stato un Danno Erariale, avvenuto, ricordiamolo,  durante il regno di Giorgia da Garbatella

Addio Pelan-drone, ci mancherai.

 


Argo-16, le stragi ed Israele – prima parte

Gli USA non sapevano

Sono sempre 6 milioni

I PUNCIUTI DEL SIONISMO

 

Appello del Centro Rabbinico USA

 

 


.https://www.fsppolizia.it/kuwait-drone-mq-9-predator-italiano-distrutto-cosa-significa-per-la-missione/

.https://it.wikipedia.org/wiki/General_Atomics_MQ-9_Reaper

.https://it.wikipedia.org/wiki/Piaggio_P.1HH_HammerHead

.https://en.wikipedia.org/wiki/Honeywell_TPE331

 

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